Il cubano Alián, figlio del comico cubano Antolín El Pichón, è diventato virale questo martedì con un video in cui «spiega» perché le donne cubane sono «tossiche», facendo riferimento a una frase popolare che, secondo lui, si sviluppa sin dalla preadolescenza.
Il tiktoker cubano come @el.profesor.cubano sostiene che tutto inizia nei quaderni di versi scolastici, quei taccuini dove le adolescenti cubane copiano frasi e dediche. «Un quaderno di versi di una cubana che si rispetti deve necessariamente contenere la frase... chi non è geloso non ama», afferma nel video, che dura due minuti e cinque secondi.
Secondo la sua teoria, questo proverbio agisce come un «virus nel sangue» che inizia a svilupparsi tra i 10 e 12 anni, ovvero in quinta, sesta o settima classe. «Qui ti spiego che in un periodo di tre anni al massimo inizia a svilupparsi questo virus nel sangue della donna cubana», dice il tiktoker, che utilizza il formato di una lezione scolastica e si rivolge alle sue follower come «alunne distintive».
L'argomento centrale è che una bambina che a quell'età pronuncia già una frase così carica come «chi non è geloso non ama» porta con sé, da quel momento in poi, il seme di comportamenti gelosi e controllanti. «A partire dai 10, 11 o 12 anni guarda cosa succede: chi non è geloso non ama», riassume il creatore.
Il video non ha tardato a generare reazioni: ha accumulato più di 22.300 visualizzazioni, 1.888 "mi piace", 211 commenti e 204 condivisioni, dividendo coloro che lo leggono come umorismo culturale e coloro che lo indicano come uno stereotipo che riduce le donne cubane a un cliché.
Il contenuto si inserisce in una tendenza sostenuta su TikTok da almeno il 2024, in cui i creatori cubani dentro e fuori dall'isola discutono gli stereotipi di genere. A novembre di quell'anno, un altro tiktoker cubano è diventato virale per aver descritto le donne cubane come "intense", aprendo un dibattito simile. A gennaio di quest'anno, la tiktoker @cubanamexicana8604 ha attaccato gli uomini cubani con la frase "si credono l'ultima Coca-Cola del deserto e non arrivano nemmeno a birra di pipa". E a maggio, la creatrice Osmy ha lanciato una riflessione sull'immagine che alcune cubane proiettano sui social, collegando il tema con la diaspora negli Stati Uniti.
Más oltre l'umorismo, la frase «chi non è geloso non ama» ha implicazioni che vanno oltre l'aneddoto. Organizzazioni come SECMALC avvertono che messaggi di questo tipo possono legittimare il controllo del partner su abbigliamento, amicizie e movimenti, presentandolo come una forma di protezione. Inoltre, segnalano che queste dinamiche si sono riconfigurate con i social media e le applicazioni di messaggistica, che possono trasformarsi in meccanismi di sorveglianza.
La rivista Bohemia definisce le relazioni tossiche come legami in cui dominano la gelosia e il controllo, e avverte che i ruoli di vittima e carnefice possono scambiarsi. Cubahora, da parte sua, indica che un segnale chiave di questo tipo di relazione è sentire la necessità di cambiare stili di vita per evitare conflitti.
Il tiktoker ha chiuso il suo video invitando i suoi follower a proporre nuovi argomenti: «Qualsiasi tema tu voglia che trattiamo in questa lezione, io sarei felice di accontentarti».
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