La creatrice di contenuti cubana Osmy (@simplementeosmy1) ha pubblicato ieri un video su TikTok rivolto alle donne cubane in cui le invita a riflettere sull'immagine che proiettano sui social media, facendo appello alla memoria condivisa della povertà superata come argomento di dignità collettiva.
Nel clip di un minuto e 18 secondi —il primo «parlato» che pubblica, come lei stessa riconosce— Osmy segnala di aver trovato «in diverse occasioni video di ragazze qui sui social che rappresentano la donna cubana in un modo, diciamo, un po' volgare, al punto che esci per strada e la gente ti chiede, sei cubana?».
Il tono del messaggio non è di attacco, ma di rivendicazione.
Osmy si rivolge direttamente alla storia di resilienza dei suoi compatrioti: «Ricorda che conosci la povertà, sono sicura che molte volte andavi a scuola senza un paio di scarpe da indossare eppure ti sei preparato».
A partire da quel ricordo, costruisce il suo argomento centrale: «Molte di noi siamo professioniste, siamo uscite da Cuba e abbiamo avuto successo», il che a suo avviso dimostra che «le donne cubane siamo molto più di ciò che stiamo rappresentando nel mondo».
Questo dibattito non è nuovo all'interno della diaspora cubana. Nel marzo di quest'anno, la creatrice di contenuti Karen Hernández ha fatto un appello simile su Instagram, chiedendo alla comunità cubana di «ripulirsi» dalla volgarità prevalente sulle piattaforme digitali e rifiutando la sessualizzazione della donna cubana.
In novembre 2025, l'influencer La Damosky (Ariagna González) ha generato polemiche affermando che le donne cubane «decente, raffinate e con educazione» non usano espressioni colloquiali come «asere qué volá», una posizione che ha diviso la comunità.
In dicembre 2025, un'altra creatrice ha identificato cinque comportamenti negativi ricorrenti tra le influencer cubane, che vanno dal promettere aiuto senza mantenere la parola al mentire riguardo a collaborazioni con marchi.
Il fenomeno riflette una profonda tensione all'interno dell'emigrazione cubana —specialmente verso gli Stati Uniti— tra il mostrare autenticità culturale e il proiettare un'immagine che, secondo queste creatrici, faccia giustizia al livello di formazione e sacrificio della donna cubana.
Nel 2024, una cubana negli Stati Uniti ha esaltato in un video virale la forza e la resilienza delle donne cubane, in linea con la stessa corrente di rivendicazione che ora riprende Osmy.
A differenza di voci più conflittuali all'interno dello stesso dibattito, Osmy ha scelto una conclusione affettuosa che riassume lo spirito del suo messaggio: «Siamo tutte donne combattive e belle. Non voglio che nessuna si senta offesa, per favore, e niente, vi amo».
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