Exfunzionario del Pentagono: Un'invasione di Cuba sarebbe un «pantano» per gli Stati Uniti.

Mark Cancian, ex consigliere del Pentagono e analista del Centro di Studi Strategici e Internazionali (CSIS), ritiene che un intervento militare su larga scala nell'Isola comporterebbe un elevato costo umano, politico ed economico per Washington.



Esercizi delle truppe statunitensi (immagine di riferimento)Foto © war.gov

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Le speculazioni su una possibile azione militare degli Stati Uniti contro Cuba hanno guadagnato terreno dopo recenti movimenti militari nei Caraibi, ma esperti consultati dal quotidiano britannico The Telegraph ritengono che un'invasione dell'Isola sarebbe un'opzione poco probabile e estremamente costosa per Washington.

Entre loro figura Mark Cancian, exfunzionario del Pentagono e attuale consulente principale del Centro di Studi Strategici e Internazionali (CSIS), il quale ha avvertito che un'operazione militare su larga scala potrebbe trasformarsi in un autentico "pantano" per gli Stati Uniti.

Secondo quanto riportato da The Telegraph, Cancian ritiene che un'invasione convenzionale di Cuba sarebbe un'impresa molto più complessa di quanto suggeriscano alcuni osservatori. Pur riconoscendo la superiorità militare statunitense, sostiene che l'occupazione di un paese con oltre 11 milioni di abitanti comporterebbe enormi sfide logistiche, politiche e di sicurezza.

"Cuba sarebbe un pantano", ha affermato lo specialista al quotidiano britannico, avvertendo delle difficoltà che qualsiasi forza straniera dovrebbe affrontare nel tentativo di controllare il paese dopo un intervento militare.

Le dichiarazioni avvengono in mezzo a speculazioni generate dalla presenza del gruppo di combattimento della portaerei USS Nimitz nella regione e per l'aumento dei voli di sorveglianza statunitensi vicino allo spazio aereo cubano. Tuttavia, Cancian interpreta questi movimenti più come strumenti di pressione strategica che come preparativi per un'invasione.

L'esperto ha inoltre ricordato che le operazioni militari moderne non si concludono con la sconfitta delle forze armate di un paese. La gestione successiva del territorio, il mantenimento dell'ordine pubblico e la ricostruzione istituzionale spesso rappresentano sfide anche maggiori rispetto alla fase iniziale del conflitto.

In questa linea, altri analisti citati da The Telegraph ritengono che l'amministrazione di Donald Trump sembri scommettere su meccanismi di pressione economica, diplomatica e politica piuttosto che su un'azione militare diretta.

L'articolo sottolinea anche che Cuba attraversa una delle peggiori crisi economiche degli ultimi decenni, contrassegnata da blackout prolungati, carenza di carburante, deterioramento dei servizi pubblici e una crescente emigrazione. Per alcuni osservatori, queste condizioni aumentano la vulnerabilità del regime, ma non necessariamente rendono fattibile un'intervento militare straniero.

Per il momento, la Casa Bianca non ha pubblicamente sollevato la possibilità di un'invasione. Le dichiarazioni di Cancian riflettono piuttosto il consenso di numerosi esperti in sicurezza nazionale: un'operazione militare a Cuba potrebbe avere conseguenze imprevedibili e un costo ben superiore a quello di altre opzioni di pressione disponibili per Washington.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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