L'umorista cubano Eduardo Ceballos potrebbe affrontare un giudizio militare e fino a 10 anni di carcere

Eduardo Ceballos, creatore di Despingovery Channel, potrebbe essere giudicato da un tribunale militare a Cuba con accuse che prevedono fino a 10 anni di carcere.



Umorista cubano Eduardo CeballosFoto © Captura di video Instagram / @despingovery_channel

Il regime cubano potrebbe sottoporre Eduardo Ceballos Pérez, creatore del canale satirico Despingovery Channel, a un processo davanti a un tribunale militare dopo il suo arresto di lunedì a L'Avana, secondo quanto riportato da una fonte anonima a Martí Noticias.

Il reato che gli verrebbe contestato sarebbe «Rivelazione di segreti riguardanti la Sicurezza dello Stato», previsto dall'Articolo 117.1 del Codice Penale cubano, che stabilisce pene da 4 a 10 anni di privazione della libertà.

La detenzione è avvenuta attraverso un ampio operativo di polizia nei pressi della sua abitazione nel comune Diez de Octubre. Il giornalista indipendente Ernesto Morales, che ha riportato l'arresto, lo ha descritto come «un'operazione di polizia tremenda, con diverse motociclette e con vari agenti della polizia del regime cubano».

Secondo fonti familiari citate da Morales, Ceballos si trova recluso nell'Unità di Istruzione Penale conosciuta come Reloj Club, nel municipio di Boyeros. Un familiare ha dichiarato in forma anonima: «L’istruttore ci ha detto che sarà processato, ma continuiamo a non poterlo vedere. Non siamo nemmeno riusciti a fornirgli le cure personali. Non sappiamo realmente come stia».

Il detonante immediato dell'arresto è stata la pubblicazione su Instagram di un'anticipazione in cui Ceballos esplorava un'installazione militare abbandonata con missili sovietici aria-terra degli anni '60, radar e bunker della Guerra Fredda in avanzato stato di deterioramento. «Sto toccando un missile aria-terra di circa 60 anni fa, della Guerra Fredda. Guardate questo, amanti della risata», dichiarava il comico davanti alla telecamera.

Il video si rivelò politicamente esplosivo in un momento di alta tensione: appena pochi giorni prima, l'Assemblea Nazionale cubana aveva dichiarato una «reale e pericolosa minaccia di aggressione militare diretta» da parte degli Stati Uniti, e il regime intensificava la sua retorica bellicosa. Le immagini di Ceballos evidenziavano l'abisso tra quella retorica e lo stato reale delle Forze Armate cubane.

Le autorità hanno comunicato alla famiglia che sarebbe stato processato per «invasione di proprietà militare», ma l'avvocato Alain Santana di Cubalex ha avvertito che tale accusa non esiste in alcun codice penale cubano. «Accusare e privare della libertà un cittadino basandosi su un reato inesistente costituisce una violazione flagrante del principio di legalità», ha sottolineato.

Ceballos aveva anticipato il suo arresto. Settimane prima ha registrato un video con istruzioni di renderlo pubblico se fosse stato arrestato, che è stato diffuso da Morales lo stesso giorno dell'operazione.

In quel messaggio, l'umorista ha dichiarato: «Se state vedendo questo video, significa purtroppo che sono stato incarcerato, separato da casa, dalla mia famiglia, da mia figlia, mostrando ancora una volta il vero carattere del governo di Cuba».

Morales ha definito il caso come «la cronaca di una morte annunciata»: «Una persona che sta guadagnando notorietà, neppure con un discorso puramente politico, ma appena un discorso umoristico, sarcastico, divertente, che mostra la realtà cubana: la distruzione totale, la miseria accumulata in tutto il paese».

Il caso si inserisce in un modello di repressione crescente contro i creatori digitali. Il reato di invasione di proprietà militare contro Ceballos si aggiunge a recenti arresti come quelli dei membri di El4tico e alle intimidazioni nei confronti della youtuber Anna Bensi. L'Istituto Cubano per la Libertà di Espressione e di Stampa ha registrato 69 arresti arbitrari di giornalisti solo nel gennaio 2026, un aumento del 430% rispetto allo stesso mese del 2025.

Il comico Ulises Toirac ha riassunto la situazione con una frase incisiva dopo la notizia dell'arresto: «Le leggi a Cuba sono una spada contro i comici».

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