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La Legislatura della Florida ha approvato martedì, durante una sessione speciale a Tallahassee, l'emendamento costituzionale HJR 1F, promosso dal governatore Ron DeSantis, volto a ridurre l'imposta sulla proprietà delle abitazioni principali.
La misura è stata approvata con 75 voti favorevoli e 26 contrari alla Camera dei Rappresentanti e con 30 voti a favore e nove contrari al Senato, seguendo in gran parte le linee di partito.
Tre senatori democratici -Mack Bernard di West Palm Beach, Daryl Rouson di St. Petersburg e Barbara Sharief di Miramar- hanno votato a favore insieme ai repubblicani.
Cosa cambia con questa riforma?
Il piano aumenterebbe l'esenzione per la residenza principale dagli attuali $50,000 a $150,000 nel gennaio 2027; e a $250,000 nel gennaio 2028, indicizzata all'inflazione da quel momento in poi.
L'esenzione non si applicherà alle tasse destinate ai distretti scolastici, dopo un emendamento approvato in comitato lunedì per tutelare il finanziamento delle scuole pubbliche.
Il piano riduce dal 10% al 5% il limite annuale di incremento nelle valutazioni per le proprietà che non sono residenza principale, come case vacanze, proprietà di investimento, appartamenti e locali commerciali.
I nuovi residenti in Florida a partire dal primo gennaio 2027 dovranno aspettare cinque anni di residenza per accedere all'esenzione massima di $250.000.
Quanto risparmierebbero i proprietari?
Per i proprietari, il beneficio sarebbe tangibile.
Il perito di Broward stima risparmi medi di $1,800 all'anno per proprietario, mentre a Miami-Dade il risparmio medio si aggirerebbe attorno ai $1,500 annui.
DeSantis ha affermato che la misura eliminerebbe l'imposta sulla proprietà per il 60% dei proprietari di abitazione in Florida.
Il dibattito in legislatura
Il presidente della Camera, Daniel Perez, ha espresso soddisfazione per il fatto che la decisione finale spetti ai cittadini.
«Sono orgoglioso dell'opportunità che stiamo dando agli elettori permettendo loro di decidere se questo si realizzerà o meno», ha affermato.
Desde il Senato, il repubblicano Ed Hooper ha riconosciuto le sue perplessità: «Questa questione mi ha causato mal di testa sin dal primo giorno, perché sono sotto pressione da entrambi i lati».
In difesa della misura, il senatore Don Gaetz ha sostenuto che «negli ultimi anni, i governi locali sono stati beneficiari di tempi di abbondanza» e hanno ricevuto «aumenti straordinari nella quantità di denaro disponibile da spendere».
Le critiche: sollievo fiscale o trasferimento dei costi?
Il principale punto di controversia è l'impatto sui governi locali.
Secondo le stime, la misura potrebbe ridurre di oltre 8.400 milioni di dollari all'anno le entrate di comuni e contee.
La Asociación di Condado della Florida ha calcolato perdite di $3.600 milioni per l'anno fiscale 2027-2028; e $6.400 milioni per il 2028-2029.
Miami-Dade potrebbe perdere circa 500 milioni di dollari in entrate annuali e Broward circa 329 milioni.
La senatrice democratica Lavon Bracy Davis ha avvertito: «Quando arriverà il conto, non lo pagherà Tallahassee. Lo pagheranno la tua città, la tua contea, la tua scuola di quartiere, la tua biblioteca, la tua comunità. Questa proposta non elimina costi, semplicemente li sposta. Non è un sollievo fiscale, è un trasferimento di tasse».
La leader democratica del Senato, Lori Berman, ha definito la misura come «una manovra politica che minaccia di portare al collasso le nostre comunità locali, chiudere piccole imprese e aumentare ulteriormente gli affitti».
È stato inoltre eliminato il fondo fiduciario che DeSantis aveva proposto per aiutare le città e i distretti rurali.
La senatrice repubblicana Erin Grall ha riassunto la situazione: «Qui abbiamo il permesso per creare un conto bancario vuoto».
Cosa succede adesso?
La proposta, identificata come «Salviamo le nostre case dalle tasse patrimoniali eccessive», comparirà sulla scheda elettorale di novembre del 2026, dove avrà bisogno del sostegno del 60% degli elettori per entrare in vigore.
La Florida non ha imposto statale sul reddito personale, il che rende questa votazione una delle decisioni fiscali più significative che i cittadini dello stato dovranno affrontare nei prossimi decenni.
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