La Dirección General de Migración y Extranjería (DGME) di Costa Rica ha annunciato questo lunedì la creazione di una nuova «Categoria Speciale Temporanea» che permetterà a migliaia di migranti nicaraguensi, venezuelani, cubani e colombiani di regolarizzare la propria situazione migratoria e lavorare legalmente in quel paese a partire da settembre 2026.
La misura è rivolta a persone le cui richieste di riconoscimento dello status di rifugiato rimangono in attesa di risoluzione o sono state respinte dalle autorità migratorie costaricane.
Chi può beneficiarne?
Il meccanismo riguarda coloro che hanno presentato richieste di asilo tra il 1 giugno 2014 e il 7 maggio 2026, a condizione che tali pratiche siano in sospeso o siano state respinte.
La condizione di idoneità sarà verificata d'ufficio dall'autorità migratoria, senza che gli interessati debbano avviare ulteriori pratiche per dimostrarla.
I richiedenti non devono avere un'altra categoria migratoria valida né essere coinvolti in processi di regolarizzazione diversi dalla richiesta di asilo.
Le domande inizieranno a essere ricevute il 1° settembre 2026 e il termine per la loro presentazione si estenderà fino al 1° settembre 2027.
Accesso libero al mercato del lavoro
Uno dei benefici principali della nuova categoria è l'accesso illimitato all'occupazione formale.
«La persona beneficiaria di questa categoria speciale avrà la libertà di poter svolgere qualsiasi attività lavorativa remunerata, per conto proprio o in rapporto di dipendenza», stabilisce l'articolo due della risoluzione.
I beneficiari potranno anche uscire e rientrare in Costa Rica senza necessità di permessi aggiuntivi, purché rispettino i controlli migratori ordinari.
Validità di due anni e rinnovo indefinito
La categoria speciale avrà una validità di due anni e potrà essere rinnovata per periodi uguali in modo indefinito, a meno che non esista una normativa superiore che disponga il contrario.
Chi ha registrato entrate o uscite irregolari dopo aver ottenuto il beneficio deve presentare prove documentali che giustifichino l'assenza di registrazioni; se le motivazioni non sono accettate, l'autorità potrà negare il rinnovo.
Il beneficio verrà cancellato automaticamente per coloro che non rinnoveranno il documento entro tre mesi dalla sua scadenza.
Potrà essere revocato anche per coloro che rappresentano una minaccia per la sicurezza pubblica o che sono stati condannati per reati dolosi negli ultimi 10 anni.
Un sistema di asilo sotto estrema pressione
La misura risponde alla saturazione accumulata del sistema di asilo costaricano.
Fino a maggio 2025, la Costa Rica aveva più di 220.000 richieste di asilo in attesa, delle quali circa l'83% erano nicaraguensi.
Tra il 2014 e aprile 2025, i nicaraguensi hanno presentato 195.512 domande di asilo e solo il 5% ha ottenuto una risposta.
In quello stesso periodo, la Costa Rica ha ricevuto 10.895 richieste da venezuelani, 7.292 da cubani e 4.685 da colombiani.
La nuova misura amplia il raggio d'azione di una categoria simile implementata nel 2023 -che copriva solo nicaraguensi, venezuelani e cubano-e e incorpora per la prima volta i colombiani.
La precedente esperienza ha mostrato risultati modesti: tra aprile 2023 e gennaio 2024, solo 8.427 persone hanno richiesto il beneficio rispetto a un universo stimato di circa 290.000 richiedenti.
Rottura diplomatica con Cuba, ma apertura umanitaria
L'annuncio arriva in un momento di tensione tra Costa Rica e Cuba.
Nel marzo del 2026, l'allora presidente Rodrigo Chaves annunciò la chiusura dell'ambasciata costaricana all'Avana e chiese al regime cubano di ritirare il proprio personale diplomatico da San José, in segno di protesta per il deterioramento dei diritti umani nell'isola.
La presidente Laura Fernández Delgado, che ha assunto l'incarico l'8 maggio 2026, ha sostenuto la rottura diplomatica ed è stata enfatica: «La Costa Rica non acconsentirà a violazioni dei diritti umani».
Allo stesso tempo, Fernández ha rassicurato la comunità cubana residente, stimata intorno alle 10.000 persone.
«Il popolo cubano che risiede in Costa Rica deve stare tranquillo. Le persone cubane che vivono in Costa Rica, che hanno persino richiesto asilo, sono circa 10.000. Possono stare tranquilli», ha affermato.
La nuova categoria speciale, che include i cubani tra i suoi beneficiari, riflette quella dualità: fermezza nei confronti del regime di L'Avana, ma apertura umanitaria verso coloro che sono fuggiti da esso.
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