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Il regime cubano ricorrerà alla quinta edizione del Festival Pa'Cuba per cercare di salvare l'Acquario Nazionale dell'Avana, un'istituzione che i suoi stessi dirigenti riconoscono non avere «le condizioni ideali di un tempo».
L'evento, organizzato da Conex, azienda di eventi del Gruppo Empresarial Palco, si svolgerà dal 5 giugno al 19 luglio nel recinto marino, segnando un cambiamento significativo di sede rispetto alle edizioni precedenti, tenutesi a Pabexpo.
Per tale motivo, l'Acuario Nacional de La Habana ha annunciato sui suoi social media che chiuderà le porte fino al 5 giugno.
La scelta dell'Acquario non è stata un'iniziativa degli organizzatori: la stessa istituzione ha richiesto di essere ospitata, un segnale inequivocabile che ha bisogno dell'evento per sopravvivere di fronte all'incapacità dello Stato di finanziare la sua ripresa.
Armando Franco Senén, direttore di Conex, ha ammesso pubblicamente lo stato del luogo: «L'Acquario oggi non dispone delle condizioni ideali che aveva tempo fa: infrastruttura e disponibilità di animali, per svolgere le attività che questa istituzione solitamente offre».
Il deterioramento del recinto è allarmante ed è documentato da anni. Nel maggio del 2025, immagini diffuse hanno mostrato lo stato fatiscente dell'Acquario: pareti con muffa, infiltrazioni, corrimano arrugginiti e una drastica riduzione delle specie esposte.
En ottobre 2025, una madre denunciò animali malati e serbatoi sporchi: jicoteas con gusci rotti, uno squalo in un serbatoio stretto e acquari in rovina.
L'organizzazione Bienestar Animal Cuba ha qualificato la situazione come «profondamente triste» e le strutture come «in uno stato deplorevole».
Per preparare il recinto, da circa 20 giorni si lavora «in modo molto intenso» al suo allestimento, secondo Franco Senén. Saranno ristrutturate tutte le aree espositive e saranno recuperate unità gastronomiche iconiche come il ristorante Gran Azul.
Tuttavia, il delfinario non offrirà servizi durante il festival perché la sua riabilitazione richiede un'investimento maggiore rispetto a quello che l'evento può fornire.
Alexis Fernández, direttore dell'Aquario Nazionale, ha riconosciuto senza mezzi termini che il festival ha rappresentato «un'opportunità molto importante per il centro, per il supporto che abbiamo ricevuto per ristrutturare e restaurare le strutture», ammettendo implicitamente che l'istituzione non avrebbe potuto generare tali risorse da sola.
Lo stesso Franco Senén è stato esplicito sui limiti dell'operazione: «Il Festival e il Gruppo Palco non risolveranno tutti i problemi dell'Aquario. Esistono determinate situazioni legate alla posizione, alle problematiche tipiche di un luogo di questo tipo che richiede una manutenzione frequente, trattamenti speciali riguardo al suo sistema idraulico, elettrico, sanitario e infrastrutturale in senso generale, che non potranno essere totalmente risolti con la realizzazione dell'evento».
L'obiettivo dichiarato va oltre l'intrattenimento: gli organizzatori cercano di «rendere visibili le potenzialità» del centro per attrarre terzi che finanzino il suo recupero graduale, il che rivela che il regime non ha risorse proprie per sostenere l'istituzione.
Il programma includerà sale per proiettare le partite della Coppa del Mondo di Calcio 2026, aree di videogiochi, laboratori di immersione e nuoto, e circa 100 imprese private che commercializzeranno prodotti e servizi.
«Ci auguriamo che il Festival possa fungere da ponte per iniziare a percorrere quel cammino che, naturalmente, richiede risorse, sforzi, decisioni che trascendono le possibilità del personale di quella istituzione», ha concluso Franco Senén, riassumendo in una frase la gravità dell'abbandono statale che affronta l'unico acquario dell'Avana.
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