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Le profondità della piattaforma insulare cubana si trasformano questa domenica in un palcoscenico per un singolare fenomeno della natura marina: il nido di coralli ermaftici, un evento riproduttivo massivo e sincronizzato di enorme importanza per la salute delle barriere coralline del paese.
Un team multidisciplinare di scienziati, studenti e volontari si immerge oggi in una missione guidata dal Centro de Investigaciones Marinas (CIM) dell'Università dell'Avana, insieme all'Acquario Nazionale di Cuba e alla Sezione Marina della Società Cubana di Zoologia, come riportato dai loro organizzatori all'Agenzia Cubana di Notizie (ACN).
L'obiettivo centrale della spedizione nel 2026 è ambizioso: perfezionare il calendario di riproduzione dei coralli a livello nazionale, uno strumento scientifico essenziale per pianificare future interventi di ripristino degli ecosistemi corallini della nazione, indica la fonte.
Prima dell'immersione, amplia il rapporto; il CIM ha ospitato lo scorso venerdì le conferenze magistrali delle specialiste Patricia González Díaz e Marileidy Albertus, che hanno approfondito le sfide della riproduzione sessuale delle barriere coralline.
Le esperte hanno riassunto così la missione: «L'obiettivo di questo 2026 è ambizioso: perfezionare il calendario di deposizione dei coralli a livello nazionale, un compito che richiede rigore scientifico e una passione incrollabile per la conservazione».
I coralli ermaftipici, protagonisti di questo evento, sono quelli che contribuiscono in modo significativo alla costruzione delle barriere coralline grazie all'apporto di carbonato di calcio proveniente dai loro scheletri, il che li rende i principali architetti di questi ecosistemi.
Il fenomeno della deposizione corallina è caratterizzato dal rilascio simultaneo di milioni di gameti —uova e sperma— da parte di intere colonie nel mare in una sola notte, creando quello che gli scienziati descrivono come una «neve biologica» di bolle bianche ascendenti. Questo processo di riproduzione sessuale è fondamentale perché genera diversità genetica nei reef, rendendoli più resilienti di fronte allo sbiancamento e ai cambiamenti climatici.
L'osservazione e documentazione della riproduzione naturale si integra in una strategia scientifica più ampia, iscritta nel progetto CoralCarib di restaurazione dei reef, finanziato con 10,8 milioni di euro dall'Iniziativa Internazionale per la Protezione del Clima della Germania, che abbraccia 1.871 ettari di reef prioritari a Cuba, Repubblica Dominicana, Giamaica e Haiti.
Quel progetto combina la riproduzione asessuale tramite frammenti di corallo e la riproduzione sessuale assistita con raccolta di gameti e coltivazione di larve, complementando così i vivai di frammentazione con individui geneticamente unici.
In Guanahacabibes sono state applicate tecniche per riprodurre coralli di Acropora cervicornis, e nell'agosto del 2022, sono state monitorate 11 colonie durante il processo di riproduzione assistita.
L'urgenza di queste iniziative risponde a minacce crescenti. Nel 2024 si è confermata la mortalità massiva dei coralli nel Parco Nazionale Desembarco del Granma, dove la specie Acropora palmata ha subito perdite documentate dal Centro Orientale di Ecosistemi e Biodiversità a Santiago di Cuba.
A questo si aggiunge la comparsa di specie invasive: a settembre 2022 è stata rilevata nella baia di Bacuranao, a est dell'Avana, la prima presenza in Cuba del corallo bianco Unomia stolonifera, che è stato eliminato nel 2023. E a giugno 2025, la decomposizione del sargasso ha messo a rischio la biodiversità marina in zone costiere come la baia di Baitiquirí, a Guantánamo.
Nonostante queste pressioni, i reef cubani sono stati considerati tra i meglio conservati dei Caraibi. La ricercatrice Dorka Cobián Rojas, responsabile del programma di monitoraggio a Guanahacabibes, ha avvertito che Cuba tenta di salvare i suoi reef danneggiati dalla pesca eccessiva e dal riscaldamento globale, sottolineando che «i reef sono stati seriamente colpiti negli ultimi anni».
Il CIM, fondato nel 1970, è un'istituzione scientifica di riferimento nella ricerca marina a Cuba e ha promosso collaborazioni internazionali per il monitoraggio degli ecosistemi corallini.
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