Ulises Toirac ironizza sulle minacce e sulle risposte ufficiali: «Che se attaccano, che se non attaccano...»

Ulises Toirac ha ironizzato sulle minacce e le risposte ufficiali riguardo all'USS Nimitz e ha denunciato che i cubani non hanno mai avuto un voto reale.



Ulises Toirac (Immagine di riferimento)Foto © Facebook/Ulises Toirac

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Il comico e attore cubano Ulises Toirac ha pubblicato questo giovedì su Facebook una riflessione ironica sul clima di tensione tra Cuba e Stati Uniti, deridendo le dichiarazioni incrociate di entrambi i governi e denunciando che i cittadini cubani non hanno mai avuto un vero diritto di voto nelle decisioni che li riguardano.

«Che se attaccano, che non attaccano... Che se carota, che se bastone. Ci sono due cose che mi sono chiare: che nessuno dice la verità e che la strategia della 'guerra di tutto il popolo' risale al 1980. Tre: che come non sono riuscito a influenzare nulla fino ad oggi, neanche... Non ho un voto reale. Non l'ho mai avuto», ha scritto Toirac sul suo profilo Facebook.

Il commento arriva nel culmine di un'escalation retorica tra L'Avana e Washington scatenata dal dispiegamento della portaerei USS Nimitz nei Caraibi il 20 e 21 maggio, nell'ambito dell'operazione Southern Seas 2026.

Il regime cubano ha interpretato il movimento navale come una minaccia diretta e ha attivato la dottrina della «guerra di tutto il popolo», che combina le Forze Armate Rivoluzionarie, le milizie territoriali e la mobilitazione civile sotto il principio che ogni cittadino deve avere «un mezzo, un luogo e una forma di combattere».

Toirac punta precisamente a questo: quella dottrina non è affatto una novità, poiché fu istituzionalizzata a Cuba nel 1980 sotto Fidel Castro come risposta alla minaccia di una guerra su larga scala.

Mientras il cancelliere Bruno Rodríguez avvertiva che Cuba sarebbe stata «un nido di vespe e una trappola mortale» in caso di attacco e chiedeva all'ONU di intervenire, Donald Trump negava che il dispiegamento del Nimitz avesse intenti intimidatori e affermava che l'intenzione era «aiutarli».

La Russia, da parte sua, ha accusato Washington di preparare un «intervento armato contro Cuba», unendosi alla retorica del regime.

Toirac non mette in discussione solo uno dei due schieramenti: la sua ironia si rivolge simultaneamente a entrambe le narrazioni, la minaccia statunitense e la risposta ufficiale cubana, sottolineando che «nessuno dice la verità».

Questa pubblicazione si inserisce in un modello costante di critica ironica nei confronti del governo.

Martedì scorso, Toirac ha risposto con sarcasmo a coloro che promettevano di affrontare l'USS Nimitz, e domenica ha ironizzato sul fatto che il discorso ufficiale sembra una «superproduzione di Jóligud» dove tutto finisce miracolosamente bene.

A principi di maggio, Toirac ha criticato che il governo priorizzasse mobilitazioni e propaganda mentre i cubani sopportavano interruzioni di corrente di oltre venti ore.

Il nocciolo del suo messaggio di oggi va oltre la situazione militare: è una denuncia dell'assenza di una vera democrazia a Cuba, dove i cittadini non partecipano alle decisioni che determinano il loro destino, compresa quella se il paese deve affrontare o meno un conflitto armato.

Il regime, nel frattempo, ha accusato giovedì gli Stati Uniti di voler intimidire il popolo cubano, mentre la tensione nei Caraibi continua senza segnali chiari di distensione.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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