Abbraccio tra emigranti cubani: giovane riceve supporto da un connazionale nel suo imprenditore a Tapachula

Una giovane cubana a Tapachula che vende chicharritas di platano e altri snack ha ricevuto la visita di una connazionale che la segue sui social media.



Il affetto dei cubani attraversa i sentieri: un'imprenditrice a Tapachula riceve una visita che l'ha emozionataFoto © Collage Facebook/Yenisey Moreno

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Yenisey Moreno, una giovane cubana che vende chicharritas di platano, hojuelas e popcorn in un piccolo chiosco a Tapachula, Messico, ha ricevuto una visita che, secondo le sue stesse parole, le ha lasciato «il cuore pieno»: una coppia composta da una cubana e un messicano è arrivata al suo negozio motivata dal seguirla sui social media.

«Non avrei mai immaginato che le persone sarebbero venute fino al nostro banchetto solo per seguirmi e supportarmi», ha scritto nel suo profilo di Facebook, dove condivide la sua esperienza come imprenditrice migrante.

La giovane ha descritto l'incontro con evidente emozione: «Oggi è venuta questa bella coppia: una cubana e un messicano, e sinceramente mi ha emozionato tantissimo conoscerli».

Yenisey prepara i suoi prodotti in casa e li offre nel suo chiosco in strada, dove le chicharritas di platano —fette sottili di platano verde fritte fino a diventare dorate e croccanti— sono diventate il suo prodotto di punta.

«Qui a Tapachula uno dei progetti che mi ha dato più soddisfazioni sono state le chicharritas di platano», ha indicato in un'altra pubblicazione, in cui ha incoraggiato altri migranti a puntare su idee di business semplici e accessibili.

Il tuo messaggio ha un chiaro tono motivazionale rivolto ai compatrioti in situazioni simili: «Molte volte pensiamo che per generare reddito abbiamo bisogno di qualcosa di enorme, quando in realtà si può iniziare anche da casa».

Il caso di Yenisey riflette una realtà diffusa tra i cubani che si stabiliscono a Tapachula e si fanno strada nella vita.

Alcuni, mentre gestiscono la loro situazione migratoria presso la Commissione Messicana di Assistenza ai Rifugiati (COMAR), «lottano» in condizioni a volte estreme.

Di fronte alla lentezza delle pratiche burocratiche e all'impossibilità di lavorare formalmente, molti ricorrono all'autoimprenditorialità informale come strategia di sopravvivenza, vendendo cibi e snack per strada o dalle proprie abitazioni.

Non è il primo caso che illustra questo fenomeno.

En febbraio 2024, la cubana Tania Anaya, di 53 anni, ha aperto un chiosco di cibo di fronte alla COMAR vendendo panini con pollo e caffè cubano mentre aspettava una risposta alla sua richiesta di asilo.

Tapachula concentra oltre il 60% delle richieste di asilo in tutto il Messico, il che ha generato una saturazione cronica del sistema e lunghe attese per i richiedenti, secondo i dati di La Jornada.

In questo contesto di incertezza, i social media sono diventati uno strumento chiave affinché imprenditrici come Yenisey possano costruire un pubblico e ricevere supporto dai connazionali e dai locali.

«A volte si inizia sui social senza immaginare l'impatto che può avere, e vedere come le persone si connettono con te in modo così reale… non ha prezzo», rifletté la giovane.

La comunità cubana a Tapachula tende ad aggregarsi per province di origine e costruisce reti di solidarietà quotidiane, un fenomeno che si esprime in gesti come quello vissuto da Yenisey: compatrioti che cercano e supportano le attività commerciali di altri cubani.

«Ogni grande inizio parte da una decisione», concluse Yenisey, riassumendo in una frase la filosofia che guida il suo intervento in terra messicana.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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