Nonostante il suo angioma facciale, questa cubana dà una lezione di autostima: «Con il trattamento mi cadeva il capelli»

Cubana con angioma fin da bambina racconta come ha interrotto un trattamento che le faceva cadere i capelli e offre una lezione di autostima e accettazione su TikTok.



Cubana all'esteroFoto © @dianelis.llera / TikTok

Dianelis Llera, una giovane cubana con presenza su TikTok, ha pubblicato ieri un video di quasi cinque minuti in cui risponde alle domande dei suoi follower riguardo all'angioma benigno che ha sul viso, metà della lingua e metà della gola fin da bambina, trasformando la sua storia in una lezione di autostima e accettazione.

Da piccola, sua madre la portò all'Ospedale Oncologico de La Habana per curare la lesione vascolare.

Il trattamento consisteva in iniezioni di interferone somministrate in modo rotativo su entrambi i bracci e le cosce, con effetti collaterali che hanno segnato la sua infanzia.

«Con il trattamento mi cadeva il pelo, cominciai a svenire ovunque, persi i capelli fino a qui, sembrava avessi un'altra malattia», racconta Dianelis nel video.

La giovane è riuscita a imparare a iniettarsi da sola all'età di otto o nove anni, un'esperienza che descrive con naturalezza ma che riflette la durezza di quel processo.

Fu lei stessa che, da bambina, decise di fermarsi: «Mamma, non voglio più andare dal medico perché quello che sto facendo è soffrire».

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata vedere altri bambini in condizioni peggiori all'interno dell'ospedale oncologico e non notare miglioramenti nella propria condizione.

Dianelis spiega che l'angioma in sé non le ha mai causato complessi, ma il trattamento sì la faceva sentire malata, con i capelli che cadevano e il corpo debilitato.

«Mai mai mai mai mai nella mia vita ho avuto complessi su di me, mai mai mai mai», afferma con enfasi nel video.

Nemmeno il bullismo —chiamato «chucho» a Cuba— che subì da bambina a scuola riuscì a minare la sua sicurezza.

«Io arrivo in un luogo e meglio di me nessuno, mi considero la più bella di quel luogo anche se altre persone possono pensarla diversamente», dice.

Ha anche escluso l'opzione di sottoporti a un intervento chirurgico, sostenendo che l'angioma non gli ostacola in alcun aspetto della sua vita: né nelle sue relazioni di coppia né nella sua quotidianità.

«Ora cosa dovrei cercare in un sala operatoria per farmi rimuovere una cosa che è un neo di sangue», sottolinea, aggiungendo che l'intervento comporta rischi che non è disposta a correre.

Il tuo messaggio centrale si rivolge direttamente a coloro che convivono con condizioni simili: «Questo è il miglior attributo che una donna e una persona devono avere: sentirsi belle, sentirsi preziose, amarsi per come si è, senza lasciare che nessuno intacchi la propria autostima».

Il video ha generato un'ondata di commenti da parte di follower che hanno anche angiomi o che li hanno avuti, comprese persone che li hanno avuti nelle ovaie, evidenziando l'impatto e l'identificazione che la sua storia suscita.

Il bullismo tra i giovani cubani è un fenomeno documentato sia all'interno che all'esterno dell'isola, con studi recenti che confermano il suo impatto sull'autostima degli adolescenti.

Dianelis ha concluso il suo messaggio con una frase che riassume tutta la sua filosofia: «Chi deve amarmi deve amarmi per come sono, con i miei difetti e le mie virtù».

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Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.

Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.