Cubana si presenta al Governo del Secondo Fronte: «Non avevo nulla da dare da mangiare ai miei figli»

«Fino a quando uno deve resistere? Per favore, madri, non rimanete con le mani in mano, abbiate il coraggio di lottare per i vostri figli così come io ho avuto il coraggio di dire BASTA!»



Cubana protesta davanti al Governo: “Domani cosa mangiano i miei figli?”Foto © Facebook / Kmila Jerez Ochoa

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Una madre cubana del municipio Segundo Frente, a Santiago di Cuba, si è presentata domenica scorsa con i suoi tre figli piccoli presso la sede del governo locale per chiedere ai responsabili una risposta riguardo alla mancanza di cibo, e ha atteso seduta per tre ore fino a essere ricevuta.

La storia è stata diffusa su Facebook da Kmila Jerez Ochoa insieme a Roxana Destrade, le quali hanno raccontato l'episodio in prima persona affinché altre madri cubane conoscessero quanto accaduto.

«Oggi domenica mi sono alzata indignata perché non avevo nulla da dare da mangiare ai miei figli, mentre in strada c'era un rumore insopportabile con una persona che puliva solo perché veniva 'visita'», ha raccontato la donna, descrivendo il divario tra l'immagine che proiettano le autorità e la realtà che vive la popolazione.

La risposta dei funzionari fu di inviarla accompagnata da due ispettori in un mercato affinché potesse comprare qualcosa.

«La loro soluzione? Mandarmi con due ispettori al mercato affinché potessi comprare qualcosa», ha denunciato, mettendo in dubbio se le autorità credano che questo sia sufficiente per nutrire tre bambini per tutta la giornata.

Facebook / Kmila Jerez Ochoa

I prodotti che è riuscito ad acquisire —riso e bustine di bevanda istantanea in polvere— hanno costato circa 2.500 pesos cubani, cifra che supera il salario minimo ufficiale di 2.100 pesos mensili, senza aggiornamenti dal 2025.

La madre ha qualificato quanto accaduto come un «sopruso» per zittirla: «Quello che hanno fatto con me al Governo è stato un sopruso per farmi tacere, per farmi andare a casa senza vedere i capi, ma non rimarrò più in silenzio».

Ha anche denunciato il collasso del sistema di pagamenti digitali, che lascia i cittadini senza un accesso reale ai loro soldi: «Esci di casa con soldi sulla carta e non puoi comprare nulla, è come se quel pezzo di plastica fosse invisibile».

Questa situazione è una crisi strutturale della bancarizzazione a Cuba, dove le banche non dispongono di denaro contante e i negozi non sempre accettano pagamenti digitali, intrappolando le famiglie senza un accesso reale ai propri fondi.

Kmila Jerez Ochoa ha sottolineato che i tre bambini «piangono di fame e non capiscono blocchi, carte, né il fatto che 'non c'è cibo'», e ha respinto le critiche di coloro che hanno attaccato la madre per il suo modo di scrivere invece di solidarizzarsi con la sua situazione.

Il caso di Segundo Frente non è isolato. Un'indagine di maggio 2026 ha rivelato che uno su tre nuclei familiari cubani ha segnalato la fame, e il 94,9% ha dichiarato di aver perso qualche grado di accesso all'acquisto di cibo.

La madre ha aggiunto nella sua testimonianza un appello diretto: «Non sono controrivoluzionaria, ma qualcuno deve parlare e fare il passo. Se devo andare ogni giorno al governo, lo farò, ma non tornerò a casa senza il cibo per i miei figli».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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