«Il popolo maggioritario... scommette su se stesso»: Versi incisivi di Pedro Luis Ferrer in quest'ora di Cuba

Il popolare trovador cubano Pedro Luis Ferrer ha pubblicato questo venerdì il poema «Mayoría», una riflessione sul popolo come forza collettiva che «scommette su se stesso» nonostante la crisi. Il testo contrasta quella maggioranza popolare con coloro che «esigono un altro popolo», da una voce poetica che naviga da decenni contro la censura del regime. Il poema arriva nel momento economico più difficile di Cuba in decenni e in mezzo a una tensione politica in cui i cittadini comuni protestano sempre di più per l'oppressione.



Il trovador e poeta Pedro Luis FerrerFoto © FB/Pedro Luis Ferrer Montes

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Il popolare trovador e poeta cubano Pedro Luis Ferrer Montes ha pubblicato questo venerdì una poesia intitolata «Mayoría» nel suo profilo Facebook, dalla Florida, con una riflessione lirica sul popolo —presumibilmente quello cubano— come forza collettiva che, nonostante la crisi, «scommette su se stesso».

Il testo si apre con una citazione anonima che segna il tono di tutto il poema: «Quando i pochi, / nella loro ostinazione / di minoranza, / impazziscono / e si proclamano maggioranza: / sono caduti nella fantasia».

Da questa premessa, Ferrer costruisce un argomento in versi che riconosce la sofferenza del popolo senza rinunciare alla sua centralità come soggetto storico: «L'immensa maggioranza, / qualunque sia il motivo, / sostiene la consigna. / Più in là del disgusto / per la miseria impietosa, / la moltitudine è muscolo».

Il poema non elude la realtà: la «miseria empia» che menziona Ferrer potrebbe descrivere la Cuba del 2026, dove la CEPAL prevede una contrazione del PIL del 6,5% e l'Economist Intelligence Unit stima un calo del 7,2%, in un paese che già accumula un deterioramento di circa il 23% della sua economia dal 2019.

L'economista Pedro Monreal ha avvertito che, in uno scenario estremo, la caduta potrebbe raggiungere il 15%, paragonabile al peggior anno del Periodo Speciale, mentre i blackout, la scarsità di carburante e la mancanza di cibo definiscono la vita quotidiana di milioni di cubani.

In questo contesto, Ferrer afferma che «qualunque sia la selezione, / il popolo più ampio / stabilisce la linea», e riserva il suo contrasto più affilato per coloro che, dall'esterno o dalla dissidenza, mettono in discussione la legittimità di quel popolo: «Al contrario, i meno / detestano la consigna / e chiedono un altro popolo».

Il poema si conclude con un'immagine che riassume tutta la sua forza politica e poetica: «Ma il popolo è enigma / guidato dal suo istinto / —il popolo maggioranza. / E punta su se stesso».

La voce di Ferrer è carica di una traiettoria che lo rende un testimone privilegiato di quella tensione tra il popolo maggioritario e «le minoranze», che chiedono un altro popolo. Nato a Yaguajay, Sancti Spíritus, nel 1952, è una delle figure più singolari della trova cubana: riconosciuto dal pubblico e ripetutamente censurato dall'apparato culturale dello Stato.

Canciones come «La Habana está poblada de consignas», dell'album «100% Cubano» (1994), circolarono in modo clandestino sull'isola negli anni '90, quando la loro presenza nei mezzi ufficiali fu praticamente eliminata. Dopo un viaggio in Perù, secondo quanto riferito, il Ministero della Cultura gli proibì di esibirsi in spazi pubblici per due anni; la radio e la televisione evitarono la sua musica, e nei luoghi di lavoro fu letta un «bando» di partito che lo disqualificava, anche se lui non fu mai militante del Partito Comunista.

Ferrer ha dichiarato apertamente la sua distanza dal sistema. «Nessuno è un segreto: non concordo con il disegno», ha affermato nel marzo 2020. Nel febbraio dello stesso anno aveva equiparato il fidelismo al machismo in dichiarazioni pubbliche.

En agosto del 2023, Ferrer è tornato a esibirsi a L'Avana, al Museo delle Belle Arti, con concerti che hanno suscitato polemiche e alta richiesta. «Cantare a Cuba mi aiuta a essere un artista migliore», dichiarò allora. A settembre di quello stesso anno cantò gratuitamente insieme a sua figlia Lena Ferrer in due concerti sull'isola, esprimendo la sua indignazione per i prezzi degli alimenti: «Chi non riceve rimesse non può comprare».

«Mayoría» si inscrive così in una lunga tradizione di opere contestatarie che non sono né un volantino ufficiale né un manifesto oppositivo, ma una riflessione acuta e dolorosa sulla complessità del soggetto popolare cubano: un popolo che Ferrer descrive come enigma, come muscolo, e che, nonostante tutto, continua a scommettere su se stesso.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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