Insegna la sua straordinaria casa e auto sull'isola: «Questo I-220A è impazzito e se n'è andato a Cuba»

Cubano con I-220A mostra la sua casa e auto a Cuba dopo 5 anni di doppio lavoro e zero spese negli Stati Uniti, scatenando un dibattito su TikTok.



Cubano nell'isolaFoto © @jose.miguel.real21 / TikTok

Un cubano identificato su TikTok come Jose Miguel Real (@jose.miguel.real21) è diventato di tendenza dopo aver pubblicato un video in cui mostra la casa e l'auto che possiede a Cuba, accompagnato dal testo: «È impazzito quel I-220A e se ne è andato a Cuba».

Il clip, della durata di 43 secondi, è stato pubblicato il 12 maggio e ha generato un'onda di reazioni tra i suoi seguaci, che gli hanno subito chiesto quale fosse la sua formula per riuscirci.

La risposta del protagonista non lasciò dubbi: «5 anni 2 lavoro, 0 festa, 0 bollette, 0 parole».

In poche parole, cinque anni di lavoro a doppio turno negli Stati Uniti, senza spese superflue né debiti, le hanno permesso di costruire o acquisire ciò che mostra nel video.

Il dettaglio che ha generato più dibattito è lo status migratorio a cui lui stesso accenna: il I-220A, un ordine di libertà vigilata emesso dalle autorità migratorie statunitensi che consente a una persona di rimanere temporaneamente nel paese mentre il suo caso è in attesa di risoluzione.

Questo documento non equivale a residenza permanente, non conferisce un permesso di lavoro di per sé e non garantisce un percorso automatico verso la carta verde.

Più importante ancora: viaggiare volontariamente a Cuba con un I-220A attivo può indebolire o annullare una richiesta di asilo in corso, poiché le autorità possono interpretarlo come assenza di un reale timore di persecuzione, oltre a complicare il reingresso negli Stati Uniti.

Questo caso non è il primo a generare polemiche all'interno della comunità cubana sui social media. Nell'ottobre del 2025, un altro cubano con I-220A è tornato nell'isola con una Toyota rossa e un container pieno di effetti personali, con il testo virale «Pillo sono io che sono I-220A».

En gennaio 2026, l'utente @yandrydz ha mostrato la sua casa con pannelli solari e due auto a Cuba e ha dichiarato che non intendeva tornare negli Stati Uniti, argomentando che «a Cuba non c'è libertà di espressione, ma negli Stati Uniti non c'è libertà di tempo».

Il 10 maggio, appena due giorni prima del video di Jose Miguel Real, un altro cubano ha mostrato un Toyota Corolla e pannelli solari a Cuba in un clip che ha superato le 213.400 visualizzazioni.

Il modello si ripete: cubani che hanno lavorato duramente negli Stati Uniti, hanno risparmiato per anni e hanno costruito o comprato proprietà nell'isola, per poi esibirle sui social media e suscitare reazioni divise tra ammirazione, scetticismo e critica.

Il fenomeno riflette il complesso rapporto della diaspora cubana con il proprio paese d'origine, dove molti continuano a investire nonostante la crisi economica, i blackout e la carenza che caratterizzano la realtà quotidiana sotto la dittatura.

Lo che il video non mostra è il rischio legale che comporta il ritorno: nel 2025, i tribunali migratori hanno riaperto casi chiusi di cubani con I-220A, avvertendo riguardo a possibili ordini di deportazione automatica per coloro che avessero viaggiato volontariamente a Cuba.

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Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.

Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.