Il cineasta cubano Pavel Giroud ha dichiarato che «la rivoluzione ci ha portato via anche il giorno dell'indipendenza» in affermazioni rilasciate durante una intervista con CiberCuba nel 124° anniversario della proclamazione della Repubblica.
Per il cineasta, il 20 maggio 1902 segnò un punto di partenza fondamentale: fu la prima volta che la bandiera cubana sventolò su tutti gli edifici pubblici e fu ammainata quella statunitense. «Quando a volte ci confrontano con Porto Rico dico no, no, no. Quando entri a Porto Rico dice Welcome to the United States of America», ha sottolineato, evidenziando la differenza di sovranità tra i due territori.
Giroud ha descritto la Repubblica come una fase imperfetta ma essenziale: «Abbiamo avuto dittatori, abbiamo avuto guerre, abbiamo avuto vere rivoluzioni popolari nate dal popolo, come quella del '33. È stata imperfetta, ma il paese che abbiamo si è forgiato lì, si è forgiato lì a livello culturale».
Riconobbe che l'Emendamento Platt era uno strumento con cui «Stati Uniti ci avevano a quel punto mezzo ricattati come nazione», ma difese che Cuba era un paese con una propria ricchezza culturale che andò degradandosi.
Giroud ha evidenziato la figura di Tomás Estrada Palma, primo presidente di Cuba, come esempio di questa cancellazione: «Non hanno nemmeno rispettato il fatto che qualcuno come Estrada Palma fosse stato un mambì, avesse fondato il Partito Rivoluzionario Cubano con José Martí e poi rimanesse alla guida del partito dopo la morte di Martí».
Come simbolo di quella soppressione, il cineasta ha ricordato che la statua di Estrada Palma a L'Avana è stata abbattuta nel 1961: «Di Estrada Palma sono rimasti solo due scarpe di bronzo lì in Avenida dei Presidenti perché si sono impegnati a cancellare la storia».
Giroud ha criticate anche la narrativa che il regime ha imposto nelle scuole cubane riguardo al periodo repubblicano: «Si sono occupati di cancellare la storia (...). Ricordo quando a scuola, cioè, ce l'hanno raccontata in un modo completamente distorto».
E aggiunse che la povertà infantile, che il regime ha utilizzato nella sua retorica come caratteristica di quella fase storica, non è mai stata risolta da coloro che l'hanno usata come argomento per giustificare la Rivoluzione: «C'erano bambini scalzi con le pance piene di vermi, ma questo non è stato risolto, perché continuano a esserci bambini scalzi con le pance piene di vermi».
La intervista si è svolta in una giornata carica di simbolismo politico: questo 20 maggio 2026 si è conoscita l'imputazione di Raúl Castro per l'abbattimento degli aerei di Hermanos al Rescate, una data che il regime aveva cancellato dal calendario ufficiale per oltre sei decenni e che l'esilio cubano non ha mai smesso di commemorare.
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