Confessa ciò che è più difficile nell'andarsene da Cuba: "Molte persone emigrate vivono costantemente con questo."

Una cubana su TikTok nomina la colpa che sente l'emigrante quando riesce a progredire mentre la sua famiglia rimane a Cuba senza poter mangiare.



Cubana negli Stati UnitiFoto © @laura_sin_filtros / TikTok

Una cubana identificata su TikTok come @laura_sin_filtros ha pubblicato sabato scorso un video di 37 secondi in cui parla di qualcosa che molti emigranti sentono ma raramente dicono ad alta voce: il senso di colpa che appare quando si inizia a progredire all'estero mentre la famiglia resta a Cuba.

Nel video pubblicato sul suo profilo TikTok, Laura descrive come i momenti più quotidiani —mangiare qualcosa, acquistare un articolo per la casa— si trasformino in inneschi di angoscia: «automaticamente pensi se la mia famiglia avrà qualcosa da mangiare oggi laggiù».

Il dilemma che pone non è sentimentale ma strutturale: «vuoi aiutare, vuoi comandare, vuoi risolvere la vita a tutti, ma allo stesso tempo, se mandai tutto là, non potrai mai costruire niente per te qui».

Laura non parla solo per se stessa. «Credo che molte persone emigranti vivano continuamente con questa colpa», afferma nel video, nominando una tensione che attraversa migliaia di cubani all'estero.

Questa tensione ha una dimensione economica concreta. Secondo i dati di elTOQUE, il 92% delle rimesse che riceve Cuba proviene dagli Stati Uniti, e i cubani a Miami inviano in media 2.165 dollari all'anno alle loro famiglie, combinando contante, ricariche e invii in natura.

Il trasferimento medio è di 132 dollari, circa dieci volte all'anno, e rappresenta tra il 6% e il 13% del reddito totale dell'emigrante, al di sotto della media mondiale del 15%.

Questa pressione economica trasforma ogni decisione di spesa personale in un atto carico di colpa: ogni peso che l'emigrante investe in se stesso è un peso che non arriva a Cuba, dove la scarsità, i blackout e la crisi accumulata nel corso degli anni hanno lasciato milioni di famiglie a dipendere quasi esclusivamente da ciò che i loro familiari inviano dall'estero.

Il fenomeno descritto da Laura ha un nome nella psicologia della migrazione: «duelo migratorio», un concetto che descrive le molteplici perdite che sperimenta chi emigra — famiglia, lingua, rete sociale, status — e che può tradursi in senso di colpa e ansia, specialmente quando l'emigrante percepisce che il suo progresso è in contrasto con le difficoltà di coloro che sono rimasti indietro.

Non è la prima cubana a utilizzare TikTok per mettere in luce queste dimensioni emotive. Una madre cubana negli Stati Uniti con figli a Cuba ha condiviso a maggio dello scorso anno lo stesso sentimento di colpa e abbandono che genera la distanza. Una cubana in Spagna ha rivelato le sue paure nell'emigrare a gennaio di quest'anno, e un'altra in Italia ha raccontato di sentirsi fuori posto da nove anni e di tentare di adattarsi.

Questi testimonianze hanno risuonato ampiamente tra la comunità cubana all'estero, generando dibattiti sulla responsabilità dell'emigrante verso la propria famiglia e sul suo diritto a costruire una vita autonoma.

Laura conclude il suo video con una frase che funziona quasi come un manifesto: «emigrare è anche imparare a costruire una vita senza sentirsi in colpa per ogni cosa buona che ti accade».

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Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.

Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.