L'abbraccio di questa cubana con sua nonna ai confini di un aeroporto a Cuba ti spezzerà il cuore

Una cubana abbraccia la sua nonna nei pressi di un aeroporto in un video di 34 secondi che riassume anni di separazione e il dramma dell'esodo cubano.



Cubana nell'isolaFoto © @rosalia_dieppa_realtor / TikTok

Un incontro di appena 34 secondi registrato alle porte di un aeroporto è diventato ieri uno di quei video che fermano lo scroll e stringono il cuore: una cubana abbraccia la sua nonna con la forza di chi sa quanto valga quel momento.

Il clip è stato pubblicato su TikTok dall'utente @rosalia_dieppa_realtor, identificata come Rosalia Dieppa, un'agente immobiliare di origine cubana attiva sui social media. La descrizione che ha scelto per accompagnare il video dice tutto: «Per molti più abbracci che guariscono l'anima».

Nell'audio si sente una voce che grida «Alzate la mano di Cuba! Uno!», un segnale che il reinncontro avviene all'interno della comunità cubana all'estero, dove ogni abbraccio porta con sé anni di distanza e attesa.

Questo tipo di immagini è diventato un fenomeno ricorrente su TikTok, alimentato dall'esodo massiccio che ha separato milioni di famiglie cubane. Tra il 2020 e il 2024, più di 1.4 milioni di cubani hanno abbandonato l'isola, e una stima accademica dell'Università di Navarra colloca il numero totale tra il 2021 e il 2024 attorno a 1.79 milioni di persone.

Le conseguenze demografiche sono devastanti: l'Ufficio Nazionale di Statistiche e Informazione (ONEI) ha riportato che Cuba ha chiuso il 2024 con 9.748.007 abitanti, ovvero 307.961 in meno rispetto al 2023, con un tasso di decrescita di -30,6 per mille abitanti.

Questa spoliazione ha un volto umano molto concreto: nonne che invecchiano sole sull'isola mentre le loro nipoti costruiscono una vita in un altro paese, senza sapere quando — né se — si rivedranno.

Il possesso dello status migratorio I-220A, che impedisce a molti cubani negli Stati Uniti di viaggiare all'estero, aggrava ulteriormente questa separazione. A febbraio di quest'anno, una madre con questo status ha inviato il suo figlio a Cuba da solo per riunirsi con sua nonna, poiché lei non poteva oltrepassare nessun confine.

I ricongiungimenti negli aeroporti —con lacrime, urla e abbracci che non vogliono finire— sono diventati la testimonianza più sincera del dramma umano che vive la diaspora cubana. Ad aprile, il giovane Carlos Daniel Ramos ha pubblicato il suo ritorno a Cuba dopo essere emigrato in Florida, e il video ha spezzato il cuore di migliaia di persone. A marzo, l'abbraccio di due amiche cubane davanti a un aeroporto in Messico ha avuto la stessa sorte.

Il paradigma si ripete perché il dolore che lo genera si ripete anch'esso: una dittatura che per 67 anni ha spinto il suo popolo a partire, lasciando indietro coloro che non hanno più la forza di andarsene.

A maggio, il ricongiungimento di Zulien Martínez con sua figlia Carla dopo quattro anni di separazione ha generato una risposta simile sui social. Ogni video è diverso. La distanza che c'è dietro ogni abbraccio, sempre la stessa.

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Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.

Yare Grau

Originaria di Cuba, ma vivo in Spagna. Ho studiato Comunicazione Sociale all'Università dell'Avana e successivamente mi sono laureata in Comunicazione Audiovisiva all'Università di Valencia. Attualmente faccio parte del team di CiberCuba come redattrice nella sezione Intrattenimento.