Canale russo pro-Kremlin propone attacchi con droni da Cuba contro obiettivi negli Stati Uniti.

Un influente canale militare russo allineato con il Cremlino ha diffuso uno scenario ipotetico di attacchi con droni dalla Cuba contro obiettivi strategici negli Stati Uniti, prima che Axios rivelasse informazioni di intelligence su presunti piani del regime legati a droni militari di origine iraniana e russa.



Obiettivi degli Stati Uniti all'interno del raggio d'azione dei "Gerán" in caso di dispiegamento a CubaFoto © @RYBAR

Il canale russo Rybar, uno degli spazi di analisi militare più attivi e seguiti all'interno dell'ecosistema pro-Kremlin su Telegram, ha recentemente pubblicato un articolo intitolato 'Cosa succederebbe se da Cuba decollassero droni Geran?'.

L'articolo, pubblicato sui suoi social media a fine gennaio, è stato accompagnato da una mappa che mostra possibili obiettivi statunitensi alla portata dei droni iraniani Shahed-136 teoricamente dispiegati sull'isola.

La pubblicazione afferma che "la principale domanda non è se gli Stati Uniti attaccheranno Cuba, ma quando e come lo faranno" e presenta scenari di risposta militare cubana utilizzando droni d'attacco "Geran", nome usato dalla Russia per gli Shahed iraniani impiegati in Ucraina.

Secondo la mappa diffusa da Rybar, da Cuba potrebbero rientrare nel raggio d'azione obiettivi come Mar-a-Lago, residenza di Donald Trump in Florida; la Casa Bianca; basi militari statunitensi; impianti di SpaceX; centri di dati tecnologici; raffinerie nel Golfo del Messico e sedi del Comando Sud.

L'articolo riemerge nei social media dell'analista del CSIS Samuel Bendett, ore dopo che Axios ha riportato che il regime cubano avrebbe acquisito oltre 300 droni militari provenienti da Russia e Iran dal 2023, secondo informazioni riservate citate da funzionari statunitensi.

Il rapporto affermava anche che funzionari cubani avrebbero discusso di scenari ipotetici di utilizzo contro la base navale di Guantánamo, navi statunitensi e anche Key West.

Sebbene Washington abbia chiarito di non considerare Cuba una minaccia militare imminente, il tema ha suscitato una crescente preoccupazione per la cooperazione militare tra L'Avana, Mosca e Teheran.

Bendett, uno degli analisti statunitensi più noti in tema di droni e tecnologia militare russa, ha descritto Rybar come “uno dei canali pro-Kremlin più attivi” e ha ricordato che il mezzo russo aveva già promosso in precedenza scenari simili legati al Venezuela.

In pubblicazioni precedenti, Rybar ha proposto la fornitura di droni Geran al chavismo come meccanismo di deterrenza nei confronti degli Stati Uniti e ha persino analizzato l'uso di droni FPV venezuelani contro una ipotetica operazione militare statunitense.

Il modello suggerisce che settori nazionalisti e militari russi stiano da mesi promuovendo narrazioni sulla guerra asimmetrica in America Latina mediante droni a basso costo di fabbricazione iraniana o russa.

Sebbene non ci siano prove pubbliche che Cuba possieda attualmente droni Shahed o Geran operativi, il crescente interesse dei media militari russi per scenari di conflitto nei Caraibi coincide con le recenti allerte di intelligenza statunitensi e con il deterioramento delle relazioni tra Washington e L'Avana.

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