“Adesso sembra proprio che arrivino gli americani”: CNN ritrae la paura a Cuba di fronte alla pressione di Trump

Un reportage da La Habana descrive un clima di incertezza e crescente tensione sull'isola dopo il rafforzamento della politica di Washington, la visita del direttore della CIA e i rumors su una possibile accusa contro Raúl Castro.



F-22 Raptor effettua una dimostrazione aerea a Fort Lauderdale, FloridaFoto © war.gov

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La catena CNN ha pubblicato questo fine settimana un ampio reportage da La Habana in cui descrive un crescente clima di paura e incertezza a Cuba di fronte a un aumento della pressione sostenuto dall'amministrazione di Donald Trump contro il regime cubano.

L'articolo, firmato dal giornalista Patrick Oppmann, sostiene che molti cubani percepiscono che le tensioni con Washington sono entrate in una fase inedita, caratterizzata da sanzioni, crisi energetica, voci di intervento e l'aumento della retorica ufficiale su una possibile aggressione militare statunitense.

Ora sembra proprio che arrivino gli americani, riassume il reportage descrivendo il sentimento di parte della popolazione cubana, storicamente abituata a convivere con minacce e discorsi su un'eventuale confronto con gli Stati Uniti.

CNN riporta che anche i gestori degli edifici statali a L'Avana hanno iniziato a ricevere istruzioni per preparare piani di contingenza di fronte a una ipotetica “aggressione imperialista”.

La pubblicazione segnala che lultima visita del direttore della CIA, John Ratcliffe, a Cuba è stata interpretata all'interno dell'isola come un segnale estremamente grave. Lo stesso reportage ricorda che per l'apparato politico cubano la CIA rimane il simbolo storico delle operazioni coperte statunitensi contro la rivoluzione.

Il giornalista descrive inoltre come la situazione economica nell'isola continui a deteriorarsi rapidamente a causa della crisi energetica e dell'inasprimento delle sanzioni statunitensi.

Secondo CNN, i blackout quotidiani, la mancanza di carburante e la scarsità di beni di prima necessità stanno aggravando il malcontento sociale. Il testo menziona ospedali senza medicinali, immondizia accumulata per le strade e cibi che marciscono a causa dei prolungati blackout elettrici.

In parallelo, il reportage sottolinea la crescente tensione politica derivante dei rumors su una possibile accusa federale negli Stati Uniti contro Raúl Castro per l'abbattimento nel 1996 degli aerei di Hermanos al Rescate.

CNN claims that several Cuban officials believe that such an accusation would be interpreted by Havana as a precursor to an even greater escalation.

L'articolo menziona anche dichiarazioni recenti di Miguel Díaz-Canel, il quale ha affermato lo scorso Primo Maggio che i cubani sono disposti a “dare la vita per la rivoluzione”.

Inoltre, i media statali cubani hanno mostrato immagini di civili che ricevono addestramento militare come parte della dottrina della “guerra di tutto il popolo”, ideata durante l'era di Fidel Castro per rispondere a una eventuale invasione straniera.

Aun così, CNN raccoglie opinioni di cubani esausti per la crisi economica e i continui blackout, alcuni dei quali affermano che il paese vive già una situazione limite.

Se muore la metà, che muoia la metà, ma che l'altra possa vivere in pace”, ha dichiarato una donna citata dalla rete durante una protesta per i blackout a L'Avana.

Il reportage si conclude sottolineando che, sebbene non ci siano segnali pubblici di un'operazione militare imminente, l'inasprimento della pressione da parte di Washington ha riattivato a Cuba vecchi timori legati a decenni di confronto con gli Stati Uniti.

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Redazione di CiberCuba

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