La giornalista argentina Carolina Amoroso, corrispondente di TN e Canal 13, ha affermato che l'esodo massivo di cubani è di per sé la prova inconfutabile del fallimento del sistema che li espelle, e che la domanda corretta di fronte a questa realtà non è come la gente se ne va, ma cosa succede in quel luogo che la spinge a rischiare tutto.
Amoroso lo ha dichiarato nel contesto di un'intervista rilasciata dopo la premiere del suo documentario "Cuba, l'isola che si spegne", registrato clandestinamente per una settimana all'Avana con un visto turistico, e trasmesso da TN, Telenoche e la piattaforma Aura.
"Le migrazioni non mentono, gli esodi non mentono. Quando hai una popolazione disposta a rischiare la vita per lasciare un posto, ciò che devi chiederti è: cosa sta succedendo in quel luogo che qualcuno è disposto a rischiare tutto pur di andarsene, anche mettendo a repentaglio la propria vita?", ha dichiarato la giornalista in un'intervista a CiberCuba.
Per illustrare il suo argomento, Amoroso ha fatto riferimento alla sua esperienza sul campo: nel 2022 ha realizzato una copertura documentaria nella giungla del Darién, il pericoloso percorso migratorio tra Colombia e Panama, dove ha incontrato principalmente migranti venezuelani, ma anche haitiani e cubani.
"Quando vedi famiglie intere con bambini e bambine, con la quantità di attacchi brutali che ci sono stati contro donne e ragazze nel Darién, e vedi le persone pronte a affrontare tutto questo per inseguire il famoso sogno americano e peregrinare per tutta l'America Centrale fino a arrivare negli Stati Uniti, lì ti rendi conto che non possono che essere scappate da un fallimento", ha sostenuto.
La giornalista è stata categorica nel qualificare Cuba e Venezuela come "stati falliti da qualunque prospettiva si guardi", e ha sottolineato l'ampiezza del fenomeno: "Non si tratta di pochi, non è un pugno di persone. Stiamo parlando di esodi di milioni, non di migliaia".
I dati supportano la sua affermazione. Più di 850.000 cubani sono arrivati negli Stati Uniti tra il 2022 e metà del 2024, secondo l'Ufficio delle Dogane e della Protezione dei Confini di quel paese, superando di gran lunga l'esodo del Mariel -125.000 persone nel 1980- e la crisi dei balseros -35.000 nel 1994- messi insieme.
Nel Darién, in particolare, quasi 6.000 cubani hanno attraversato la giungla nel 2022.
Amoroso ha identificato inoltre un elemento che, a suo avviso, offusca la comprensione del dramma cubano: la romantizzazione della rivoluzione che è prevalsa per decenni nei settori artistici e intellettuali argentini.
"Quello che ha, mi sembra, un po' di appesantimento nel tema del dramma cubano è proprio questo elemento di romanticizzazione", ha sottolineato, aggiungendo che questo è stato precisamente il motore del suo documentario: "Quello che volevo ritrarre era la Cuba reale, la Cuba che vivono davvero i cubani ogni giorno, un dramma che si trascina da decenni".
"Ha generato un danno transgenerazionale a Cuba che è dolorosissimo da vedere e da ascoltare nei testimoni", ha concluso Amoroso.
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