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Il pilota ed ex militare cubano Orestes Lorenzo Pérez ha pubblicato su Facebook una lunga riflessione in cui smonta una frase che fa parte del "menù di istruzioni" che ricevono le chiamate ciberclarias per attaccare i cubani in esilio: "Roma paga i traditori, ma li disprezza".
Lorenzo smaschera i profili su Internet che difendono il regime ripetendo slogan "come un coro di cicale monotono" e restituisce loro la frase con un argomento diretto: sono loro, non l'esilio, a lavorare per un unico padrone che le controlla, le osserva e le disprezza.
"Gli esuli cubani vivono del loro lavoro. Nessuno chiede loro di applaudire o sostenere un partito o l'altro per guadagnarsi da vivere in modo dignitoso. Nessuno li paga e nessuno li priva del loro impiego per le loro idee," scrisse.
Il nucleo dell'argomento è strutturale: a Cuba, il Partito Comunista e lo Stato sono la stessa entità, e quella entità è l'unico datore di lavoro del paese.
"Lo Stato è il padrone di tutti i mezzi di produzione - no, non è il popolo, come cercano di ingannare i comunisti -: è lo Stato, cioè il Partito Comunista. È l’unico datore di lavoro del paese, quello che paga il medico, l’avvocato, il pubblico ministero, il giudice… tutti quanti", ha sottolineato.
Lorenzo ricordò che il PCC espelle dal lavoro i medici che osano "fare la minima critica al sistema sanitario".
Sul sistema giudiziario, è chiaro: è difficile distinguere l'avvocato difensore dal pubblico ministero perché entrambi rispondono allo stesso datore di lavoro, lo Stato, e mai all'interesse dell'individuo.
Il pilota cita Fidel Castro per illustrare l'origine del condizionamento: "L'Università è solo per i rivoluzionari", frase pronunciata circa 60 anni fa che è diventata un requisito per studiare una carriera a Cuba.
"In Cuba bisogna applaudire per avere un buon lavoro. Se sei un delatore, le opportunità sono ancora migliori," ha sottolineato, aggiungendo che per questa ragione "una percentuale estremamente alta della popolazione finge di essere rivoluzionaria e sostenere il governo" per pura necessità di sopravvivenza.
La Costituzione cubana del 2019 consacra nel suo articolo quattro il PCC come "la forza politica dirigente superiore della società e dello Stato" in modo irrevocabile, un punto che Lorenzo sottolinea: "L'unico partito politico per l'eternità. Se non sei con lui, sei contro di lui".
L'ex militare conclude invertendo la frase originale: "Roma è lo Stato cubano. Roma è il Partito Comunista Cubano. L'unico che paga. L'unico che richiede alleanza perché tu possa mangiare."
E si conclude con una definizione di tradimento che punta direttamente a coloro che sostengono quel sistema: "Tradimento è rubare il futuro ai tuoi figli prima che nascano".
Questa pubblicazione si inserisce in una serie di interventi che Lorenzo ha svolto nel corso del 2026.
Recientemente ha avvertito che coloro che hanno abusato del popolo riceveranno "la furia spietata del popolo".
En aprile ha smontato la capacità combattiva delle FAR; e a febbraio ha inviato un messaggio ai militari cubani: "Mai sparare contro il popolo. La patria non è mai il governo, chiunque esso sia".
Il contesto in cui giungono queste parole è di massima tensione: nell'aprile del 2026 si sono registrate oltre 1.100 proteste a Cuba, un 29,5 % in più rispetto all'aprile del 2025, e a marzo si sono contabilizzate 1.245 proteste, il numero più alto dal 11 luglio 2021.
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