"Camminare per Cuba da incubo": Il forte testimonio di una fotografa che espone il deterioramento dell'isola

La fotografa cubana Alina Sardiñas ha pubblicato un testimonianza toccante con foto del deterioramento di Cuba: «Camminare per le strade incute terrore e stupore».



Spazzatura a L'AvanaFoto © Facebook/Alina Sardiñas

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La fotografa cubana Alina Sardiñas ha pubblicato questo martedì sul suo profilo di Facebook un potente testimone accompagnato da quattro fotografie che documentano lo stato di collasso delle strade cubane, con una frase che riassume la sua esperienza nel percorrerle: «Cammino per le strade sentendo una miscela di terrore e stupore».

Sardiñas, con oltre tre decenni di esperienza nella fotografia documentaria e residente tra L'Avana e Madrid, non attribuisce il deterioro che cattura a nessun fenomeno naturale.

«Non furono i venti forti e sostenuti di un uragano, né il mare che ha spinto e allagato la città, né tantomeno un movimento della crosta terrestre. Fu il peso del disamore, l'odio verso la gente e verso il bello», scrive nella sua pubblicazione.

Captura di Facebook/Alina Sardiñas

Le immagini che accompagnano il testo mostrano edifici residenziali con pareti scrostate, cavi elettrici penzolanti e vegetazione che cresce tra le crepe, accanto a strade coperte di spazzatura e detriti.

Facebook/Alina Sardiñas.

Una delle fotografie ritrae un bambino che cerca oggetti tra i rifiuti, mentre un'altra mostra un graffito con la scritta «¡Viva Fidel!» dipinta sulla facciata deteriorata di un edificio in rovina, accanto a una caffetteria.

Sardiñas sottolinea questa paradosso come prova di una scelta deliberata del regime: «Vedere le insegne del passato sopravvivere su pareti che stanno cadendo a pezzi è la prova che si è scelta la propaganda sopra una vita dignitosa».

Facebook/Alina Sardiñas.

Sui rifiuti che appaiono nelle sue foto, la fotografa è categorica: «I rifiuti non sono un residuo temporaneo, sono il sedimento della negligenza che è diventata politica di Stato».

La testimonianza di Sardiñas riflette una crisi urbana documentata e riconosciuta anche da funzionari del regime stesso. L'Avana produce tra 24.000 e 30.000 metri cubi di rifiuti solidi al giorno, ma solo 44 dei 106 camion della raccolta sono operativi a causa della mancanza di gasolio, lasciando non raccolti fino a 23.814 metri cubi ogni giorno.

Il ministro della Scienza, della Tecnologia e dell'Ambiente, Armando Rodríguez Batista, ha ammesso nel settembre del 2025 che «questo immondizia non è contenuta, è sparsa per tutta L'Avana», e nel dicembre dello stesso anno il regime ha riconosciuto la sua incapacità di pulire la capitale o di finanziare il suo risanamento.

Il deterioramento abitativo aggrava la situazione: annualmente collassano circa 1.000 edifici all’Havana, il deficit abitativo supera le 805.000 unità e solo il 65% del patrimonio edilizio è in buone condizioni, secondo i dati del Ministero della Costruzione.

Nel 2025, diversi crolli provocarono morti, tra cui quella di una bambina di sette anni all'Avana Vieja e due persone a Centro Habana.

Il testimone di Sardiñas si aggiunge a un'ondata di denunce virali da parte di cubani e turisti che documentano il collasso urbano dell'isola, inclusa una turista italiana che ha definito Cuba come il «paese più sporco» che abbia mai visitato.

Sardiñas chiude la sua pubblicazione con una frase che sintetizza il suo punto di vista: «Cuba non è una rovina romantica, Cuba è ciò che accade quando non conti più».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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