Moda e passerella a Guantánamo? Così è il contrasto tra aspirazione e crisi

Un video virale mostra una sfilata di moda improvvisata a Guantánamo, Cuba, con un pezzo di passerella rossa e un edificio fatiscente sullo sfondo, suscitando derisione e compassione.



Passerella di moda a GuantánamoFoto © Facebook San Nicolás de Bari "No + Comunismo"

La Compañía di moda Estaciones nella provincia di Guantánamo ha organizzato un evento pubblico, con una passerella improvvisata di fronte a un edificio coloniale in degrado, e il video ha suscitato reazioni contrastanti sui social media.

Le immagini, diffuse dalla pagina di Facebook «San Nicolás de Bari - No + Comunismo», mostrano un passerella di legno con una tela di colore bordeaux distesa dalla porta dell'edificio —con il numero 855 sulla facciata, vernice scrostata e cavi elettrici visibili— fino al marciapiede, fungendo da tappeto rosso.

Il video, della durata di appena 20 secondi, ha accumulato più di 5.600 visualizzazioni ed è stato ripubblicato diverse volte. Ha suscitato commenti che oscillavano tra ironia, umorismo e compassione.

«Non ridete. Così è iniziato Giorgio Armani e nello stesso scenario», ha scritto un utente.

Un altro ha proposto: «Come possiamo aiutarli a inviargli un tappeto rosso nuovo, fatemi sapere qual è il loro contatto».

Una terza reazione ha riassunto il tono di empatia presente in diversi commenti: «Oh mio Dio! I poveri».

Il contesto dell'evento non è estraneo alla realtà di Guantánamo, una delle province più impoverite di Cuba, dove sono stati documentati casi di bambini con malnutrizione cronica senza supporto istituzionale e famiglie che vivono in condizioni di estrema precarietà.

Il salario medio statale a Cuba si aggira attorno ai 6.649 pesos cubani mensili, equivalente a circa 16 dollari, mentre il paniere fondamentale a persona supera i 50.000 CUP, secondo i dati dell'Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione.

In questo contesto, acquistare abbigliamento nuovo è un lusso fuori dalla portata della maggior parte.

L'industria della moda a Cuba esiste in modo marginale, concentrata principalmente all'Avana. Nelle province orientali non ci sono infrastrutture né mercato per eventi di questa natura, il che rende l'iniziativa di Guantánamo un'espressione sia dell'impegno creativo locale che delle estreme limitazioni materiali in cui opera.

Il video si inserisce in un modello ricorrente sui social media: immagini di Cuba che suscitano simultaneamente incredulità, umorismo nero e compassione di fronte al contrasto tra iniziative che aspirano alla normalità culturale e un ambiente di deterioramento visibile.

Cuba sta attraversando il suo terzo anno consecutivo di recessione economica, con una contrazione del PIL stimata al 5% su base annua alla fine del 2025, blackout di oltre 20 ore al giorno e un'esodo di oltre un milione di persone dal 2021.

L'esistenza di un'azienda di moda a Guantánamo, con risorse minime e un palcoscenico improvvisato, non smette di essere, per molti osservatori, un fedele riflesso dello stato del paese.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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