Così è stata l'arrivo di Trump in Cina: tappeto rosso, onori e ovazioni

Trump è arrivato questa sera a Pechino con un tappeto rosso e una guardia d'onore per la sua prima visita di Stato in Cina dopo quasi nove anni, con il commercio come asse centrale.



Trump in CinaFoto © Captura X/@RapidResponse47

Il presidente Donald Trump è atterrato questa sera a Pechino a bordo dell'Air Force One, venendo accolto con una cerimonia ufficiale che ha incluso un tappeto rosso, una Guardia d'Onore militare e giovani cinesi che sventolavano bandiere, in quella che costituisce la prima visita di un mandatario statunitense in Cina dopo quasi nove anni.

All'uscita dall'aereo e nel percorrere il tappeto rosso, Trump ha effettato il suo caratteristico gesto del pugno alzato, rivolto sia alla guardia d'onore dell'Esercito Popolare di Liberazione sia ai bambini presenti con le bandiere, in un momento ampiamente immortalato da fotografi e telecamere.

La visita di Stato, che si svolgerà dal 13 al 15 maggio, è il secondo incontro di persona tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping dal ritorno del repubblicano alla Casa Bianca, e il primo in territorio cinese durante questo secondo mandato.

Per giovedì è prevista la cerimonia formale di benvenuto presso il Gran Salón del Pueblo, dove Xi Jinping scenderà 39 gradini coperti di rosso con passi cronometrati al secondo per coincidere con l'arrivo di Trump, accompagnato da un saluto di 21 colpi di cannone e musica cerimoniale.

La agenda prevede anche una visita al Templo del Cielo, sito Patrimonio dell'Umanità dell'UNESCO del XV secolo, e un banchetto di Stato la sera, prima di un pranzo di lavoro venerdì 15 maggio, prima del ritorno di Trump negli Stati Uniti.

Il tema centrale delle conversazioni sarà il commercio. Lo stesso Trump l'ha chiarito martedì scorso: «Parleremo con il presidente Xi di molte cose. Direi, più di tutto, di commercio».

La visita arriva dopo più di un anno di escalation tariffaria senza precedenti tra le due potenze, che ha raggiunto picchi del 145% da parte di Washington e del 125% da parte di Pechino nel 2025, prima di una tregua concordata al Vertice di Busan, Corea del Sud, nell'ottobre di quell'anno.

Come preludio al vertice, il vicepresidente cinese He Lifeng e il segretario al Tesoro Scott Bessent si sono incontrati martedì e mercoledì in Corea del Sud per un'ultima round di negoziazioni commerciali.

Tra gli obiettivi di Washington ci sono l'aumento degli acquisti cinesi di aerei Boeing, prodotti agricoli ed energia, oltre a garantire il rifornimento di minerali rari strategici. Pechino, da parte sua, cerca di prolungare la tregua commerciale di un anno e di ottenere garanzie contro nuovi dazi e restrizioni sui semiconduttori.

Entrambi i governi stanno inoltre negoziando la creazione di una «Giunta di Commercio Cina-USA» per prodotti non sensibili, con un volume iniziale di «decine di miliardi» di dollari.

Il precedente più diretto è la visita di Trump in Cina nel novembre 2017, quando fu accolto con onori eccezionali che includevano un tour privato della Città Proibita, diventando il primo leader straniero a cenare lì dalla fondazione della Cina moderna. Analisti come Shi Yinhong, dell'Università Renmin, prevedono che la pompa del 2026 sarà minore rispetto a quella del 2017 a causa delle tensioni accumulate, anche se il protocollo cinese preparato per questa visita non lascia nulla al caso: secondo fonti diplomatiche citate da media internazionali, «ogni secondo conta».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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