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Florentino Pérez ha annunciato questo martedì elezioni per la presidenza del Real Madrid durante un'apparizione straordinaria a Valdebebas, la prima di fronte alla stampa dal 2015; ma ha chiarito, in un messaggio diretto, che non ha intenzione di dimettersi.
«Mi dispiace dirvi che non mi dimetterò», ha esclamato all'inizio il presidente di 79 anni. «Ho chiesto alla Commissione Elettorale di avviare il processo elettorale».
Il mandamás madridista ha confermato inoltre che si ripresenterà insieme a tutta la sua attuale dirigenza e ha lanciato una frecciata a chi lo critica nell'ombra: «Chi vuole presentarsi, si presenti. E non andare dietro con i giornalisti».
La comparsa di Florentino arriva appena 48 ore dopo un altro colpo durissimo per il madridismo: la sconfitta per 2-0 nel Clásico contro il Barcellona allo Spotify Camp Nou, un risultato che ha incoronato la squadra blaugrana campione della LaLiga 2025-26 e ha definitivamente affondato una stagione nera per i bianchi.
Il Madrid ha chiuso la stagione a zero trofei, senza sollevare neppure un premio e accumulando diversi scivoloni di alto livello: eliminato dalla Coppa del Re dall'Albacete, un club di Seconda; fuori dalla Champions ai quarti dopo una sconfitta contro il Bayern Monaco; e anche battuto dal Barça nella finale della Supercoppa di Spagna disputata a gennaio.
In mezzo all'incendio sportivo, Florentino ha denunciato "una campagna" organizzata dai media contro di lui: «È stata creata una situazione assurda, provocata da campagne per generare un'opinione pubblica contraria agli interessi del Madrid, e specialmente contro di me».
Attaccò direttamente il quotidiano Relevo —che definì «pagato da LaLiga» e accusò di aver fatto «perdere a Vocento 25 milioni»—, al giornalista Juanma Castaño della COPE e all'illustre cronista José María García.
Ha anche negato i rumors sul suo stato di salute che circolavano negli ultimi mesi: «Alcuni mi hanno detto che ho un cancro terminale. La mia salute è perfetta, perché non potrei essere in entrambi i posti se non avessi una salute perfetta».
Pérez ha ricordato che oltre a presiedere il Real Madrid, dirige ACS, azienda leader mondiale nelle infrastrutture con 170.000 dipendenti e un fatturato annuale di 50.000 milioni di euro.
Sull'incidente negli spogliatoi tra i giocatori Fede Valverde e Aurélien Tchouaméni, il presidente ha minimizzato l'alterco ma non la sua diffusione: «Non è la prima volta che due giocatori si picchiano. La cosa peggiore è la fuga di notizie. Sappiamo chi l'ha raccontato. Sono due ragazzi fenomenali e molto bravi».
Ha inoltre annunciato l'elaborazione di un dossier per la UEFA sul caso Negreira: «È una corruzione sistemica. È il più grande caso di corruzione nella storia del calcio. Ho vinto sette Champions e sette Leghe, e avrei dovuto vincerne 14. Le altre me le hanno rubate».
Al ser interrogato su un possibile arrivo di José Mourinho sulla panchina, Pérez ha risposto con una sola frase: «Non siamo in quel momento processuale».
Il presidente ha concluso il suo intervento con la frase che riassumeva il tono di tutta la conferenza stampa: «C'è una cospirazione di giornalisti che credono di comandare nel club. Mi dovranno cacciare a colpi di fucile, perché ho il supporto dei soci del Madrid».
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