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José Luis Pérez Balart, ex membro del Corpo di Scorta personale di Fidel Castro e combattente attivo del Ministero dell'Interno (MININT), è arrivato questo giovedì a Matanzas come parte di una camminata solitaria di cento chilometri che attraversa Cuba da est a ovest in omaggio al centenario della nascita del dittatore.
Il santiaguero di 64 anni è partito il 10 aprile dalla Granjita Siboney e dal cimitero Santa Ifigenia, a Santiago di Cuba, seguendo la cosiddetta «Ruta de Fidel a Martí y de Martí a Maceo», che evoca sia la Carovana della Vittoria del gennaio 1959 sia l'Invasione da Oriente a Occidente guidata da Antonio Maceo e Máximo Gómez durante la Guerra di Indipendenza.
La destinazione finale è Mantova, a Pinar del Río, luogo dove si è conclusa quella campagna mambisa, con il percorso completo che termina nel faro del Cabo de San Antonio, estremo occidendale dell'isola.
Durante il suo soggiorno a Matanzas, Pérez Balart ha visitato il Museo Cuartel de Bomberos, dove è stato ricevuto dalla Maggiore della Riserva Mirtha Pardo Junco, presidente dell'Associazione dei Combattenti della Rivoluzione Cubana nel municipio, nonché da combattenti dell'Esercito e del MININT e riservisti della Difesa.
Rosa Quintana Greck, specialista del museo, è stata incaricata di guidare la visita.
Il profilo di Pérez Balart lo colloca pienamente all'interno dell'apparato di sicurezza dello Stato cubano: oltre ad essere stato scorta personale di Castro, ha svolto missioni internazionaliste in Africa, ha lavorato nella sicurezza del Grande Parco Turistico Baconao e attualmente ricopre il ruolo di professore presso l'Accademia di Studi Superiori del MININT.
Aunque la travesía si presenta pubblicamente come una sfida personale, il suo sostegno istituzionale è evidente: è stata riportata da TV Santiago e Prensa Latina, media statali, quindi fa parte di una strategia comunicativa, e si inquadra nell«Anno del Centenario del Comandante in Jefe Fidel Castro Ruz», denominazione ufficiale che il governo cubano ha assegnato al 2026.
La iniziativa fa parte di una vasta campagna di propaganda del regime che include la pubblicazione di 23 volumi di Opere Scelte di Castro, caravane giovanili e il I Colloquio Internazionale «Fidel: eredità e futuro», previsto dal 10 al 13 agosto nel Palazzo delle Convenzioni dell'Avana.
Il regime si vanta anche di oltre sei milioni di firme nella sua campagna «La mia firma per la Patria», denunciata da attivisti come frutto di coercizione.
Tutto ciò accade mentre il popolo cubano affronta blackout prolungati, scarsità di beni, inflazione galoppante e un'emigrazione di massa senza precedenti, realtà che il regime ignora mentre mobilita bambini e giovani in atti di indottrinamento politico.
Díaz-Canel ha riassunto lo spirito di queste celebrazioni durante il X Plenario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba: «Non si tratta di ricordarlo, ma di portarlo in questo momento».
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