Marco Rubio guadagna protagonismo e già lo vedono come possibile successore di Trump

Marco Rubio scatena speculazioni su una candidatura presidenziale nel 2028 dopo una conferenza stampa virale alla Casa Bianca che ha fatto decollare l'hashtag #Rubio2028.



Donald Trump e Marco RubioFoto © Cristian Lazzari/Flickr di Marco Rubio

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Marco Rubio ha scatenato questa settimana un'ondata di speculazioni su una possibile candidatura presidenziale repubblicana nel 2028, dopo una conferenza stampa di grande rilievo alla Casa Bianca martedì, in sostituzione della portavoce Karoline Leavitt, assente per maternità.

Il segretario di Stato ha risposto con disinvoltura e tocchi di umorismo a domande su Iran, Cina, Venezuela, Cuba e il Papa, in un intervento che i forum conservatori hanno definito «chiaramente da presidente».

Il hashtag #Rubio2028 è diventato di tendenza su X, e lo stesso Rubio ha condiviso mercoledì un video di una delle sue risposte, montato con una musica che richiama un annuncio elettorale.

In quel frammento, il segretario di Stato esponeva la sua visione del paese: «Vogliamo che gli Stati Uniti continuino a essere un luogo dove chiunque, indipendentemente dalla propria origine, possa realizzare ciò che si propone».

«Un paese senza limitazioni imposte dalle circostanze di nascita, dal colore della pelle o dall'origine etnica. Un luogo dove poter superare le sfide e raggiungere il massimo potenziale», ha affermato.

Il video è stato ampiamente diffuso da figure conservatrici, incluso Elon Musk, che ha fatto campagna nel 2024 a favore del presidente Donald Trump.

Fue il secondo momento virale di Rubio in pochi giorni: nel fine settimana ha pubblicato un video in cui recita come DJ a un matrimonio, e ha scherzato in conferenza stampa dicendo che i suoi seguaci «non sono pronti per il mio nome d'arte come DJ».

La Casa Bianca ha amplificato il suo ruolo pubblicando martedì un collage con una dozzina di canali televisivi che mostrano il suo intervento e il messaggio «gli occhi del mondo sono puntati sulla sala stampa della Casa Bianca».

Questo impulso mediatico si verifica in un momento in cui Rubio guadagna terreno rispetto a JD Vance nella corsa per la nomination repubblicana del 2028, anno in cui Trump non potrà aspirare a un terzo mandato a causa del vincolo costituzionale.

Secondo un sondaggio YouGov di aprile 2026, Vance guida con il 63% rispetto al 42% di Rubio, anche se il segretario di Stato ha guadagnato nove punti dal settembre 2025.

Nel sondaggio della Conferenza di Azione Politica Conservatrice (CPAC) di marzo 2026, Rubio ha ottenuto il 35% —rispetto al 3% dell'anno precedente— mentre Vance ha raggiunto il 53%.

I donatori repubblicani stanno sostenendo in segreto la candidatura di Rubio, e in una riunione a Mar-a-Lago il 28 febbraio 2026, il sostegno tra circa 25 donatori è stato descritto come «quasi unanime per Rubio» rispetto a Vance.

Mientras Rubio acaparava l'attenzione mediatica a Washington, il vicepresidente JD Vance partecipava a un evento di raccolta fondi in Oklahoma per il Partito Repubblicano, cercando di consolidare la sua influenza all'interno dell'organizzazione.

Ambos presentano profili molto distinti: Vance si connette con le basi del movimento MAGA per le sue umili origini in una comunità dell'Ohio colpita dalla disindustrializzazione, mentre Rubio, figlio di immigrati cubani che abbandonarono l'isola prima della Rivoluzione, ha consolidato la sua carriera attraverso le sue critiche al socialismo e difende una politica estera più interventista nei confronti di avversari come l'Iran o la Cina.

Trump non si è ufficialmente schierato a favore di nessuno dei due, anche se fonti della Casa Bianca vedono Rubio come possibile candidato e gli analisti osservano che gli sta dando un ruolo sempre più centrale.

Lo stesso Rubio, di 54 anni, ha dichiarato pubblicamente che non si presenterà nel 2028 se Vance, che considera suo amico, si candiderà per la nomination, anche se a luglio del 2025 ha già lasciato una porta aperta affermando: «Non si sa mai».

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