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El Tribunale Provinciale Popolare de La Habana ha dichiarato la liquidazione giudiziaria del Contratto di Associazione Economica Internazionale Constructora PILAR II e ha fissato un importo di 2.676.192 pesos cubani da pagare all'azienda italiana FLLI PIERANTOZZI S.P.A., secondo la sentenza pubblicata nella Gaceta Oficial Extraordinaria lo scorso lunedì.
La Sala di Mercantil, Amministrativo e del Lavoro e della Sicurezza Sociale del tribunale dell'Avana ha accolto il ricorso presentato dall'Impresa Costruttrice Caribe contro la ditta italiana, con sede a San Benedetto del Tronto, nella regione italiana delle Marche.
L'azienda italiana non ha risposto alla causa ed è stata dichiarata in contumacia, il che ha facilitato una sentenza unilaterale del tribunale cubano a favore della parte statale.
Il contratto tra entrambe le parti risale al 25 settembre 2008, quando FLLI PIERANTOZZI S.P.A. sottoscrisse l'associazione con l'allora Impresa di Costruzione, Riparazione e Manutenzione COREPMA, apportando attrezzature di trasporto e costruzione, macchinari, arredamenti e attrezzature per ufficio.
Nel 2009, l'allora ministro dell'Economia e della Pianificazione, Marino Murillo Jorge, estinse COREPMA tramite la Risoluzione 360 e trasferì tutti i suoi beni, diritti e obbligazioni — incluso questo contratto — all'Impresa Costruttrice Caribe.
Il valore degli attivi forniti dalla società italiana è stato valutato in 2.676.192 pesos cubani dall'agenzia INTERMAR S.A. nel marzo del 2013, cifra che lo stesso rappresentante legale di FLLI PIERANTOZZI, Massimiliano Pierantozzi, ha formalmente accettato nel febbraio del 2016.
A un tasso di cambio ufficiale attuale a Cuba di 24 pesos per dollaro, l'importo della liquidazione equivale a circa 111,508 dollari statunitensi.
Il processo giudiziario è stato lungo e accidentato: il fascicolo ordinario di cessazione è stato avviato nel 2019, e una prima sentenza emessa il 7 giugno 2024 ha dichiarato la cessazione del contratto e ordinato l'avvio del processo di liquidazione.
La sentenza di liquidazione, datata 30 ottobre 2025, è stata emessa dalle magistrate Janet Loret de Mola Pino, Mercedes Carina Torres Hidalgo —relatrice— e Martha Irasema García Gavilán.
Il verdetto si è basato sulla Legge 118 del 2014 sugli Investimenti Stranieri e sul Decreto 325 del 2024, il suo regolamento, che disciplina la destinazione dei mezzi conferiti dalla parte straniera al termine di un contratto di questo tipo.
La Empresa Constructora Caribe manteneva i fondi riservati presso la Filiale 250 del Banco Metropolitano S.A. «per effettuare il pagamento alla convenuta come liquidazione della contribuzione effettuata per il contratto, con cui si considera liquidato il contratto», come risulta nella sentenza.
Il caso riflette le crescenti difficoltà che incontrano gli investitori stranieri a Cuba, in un contesto di grave crisi economica che ha portato diverse aziende europee a ridurre o abbandonare la loro presenza sull'isola, come documentato da disaccordi tra il governo cubano e imprenditori italiani negli ultimi anni.
Italia è uno dei principali investitori europei a Cuba, con una presenza in settori come l'energia, il turismo e l'edilizia, inclusi progetti legati a GAESA e soci italiani che hanno anche generato conflitti.
Una volta firmata la sentenza, il tribunale ordinerà di cancellare l'iscrizione del contratto nel Registro Mercantile per la sua estinzione definitiva, sebbene le parti abbiano a disposizione 10 giorni dalla notifica per presentare ricorso per cassazione, come stabilito dalla stessa sentenza.
Il tribunale ha inoltre deciso che non saranno imposte spese legali, in un processo in cui l'azienda italiana non ha mai dimostrato una rappresentanza legale di fronte alla giustizia cubana, il che solleva interrogativi sulle reali garanzie per gli investitori stranieri nell'isola nonostante le promesse del regime.
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