La consegna di due abitazioni modulari costruite con container marittimi a L'Avana, alla presenza di Miguel Díaz-Canel e del primo ministro Manuel Marrero Cruz, ha scatenato questo fine settimana un’ondata di critiche e sarcasmo sui social media, dove i cubani hanno definito l'evento un «show mediatico» e propaganda a buon mercato di fronte a una crisi abitativa che supera le 806.000 abitazioni in deficit.
La cerimonia, tenutasi sabato scorso nel Consiglio Popolare Colón del municipio Plaza de la Revoluzione, è stata coperta da un ampio dispiegamento ufficiale e ha incluso il taglio del nastro e un percorso attraverso gli immobili. Le beneficiarie sono state due giovani madri single in situazione di precarietà abitativa.
Il commento che meglio riassume il sentimento generale è stato lasciato da un utente direttamente nel post della Presidenza di Cuba: «Che spettacolo mediatico, una casa container per un video mentre Cuba è nella miseria con abitazioni fatiscenti».
La preoccupazione più ripetuta è stata il calore che genereranno le strutture metalliche nel clima tropicale cubano. «Questi container, ora in estate... le persone entrano crude e già escono pronte per mangiare... veri e propri tegami per friggere persone», ha scritto un utente. Altri li hanno soprannominati «saune modulari», «tostatrici solari», «microonde» e «friggitrice per esseri umani».
Diversi commentatori hanno messo in discussione anche la fattibilità energetica delle abitazioni: «Queste case sono molto popolari nei climi freddi, ma sono metalliche. I proprietari riusciranno a ottenere energia elettrica per mettere il condizionatore durante i caldi e umidi mesi estivi? Sembra un altro progetto di propaganda che non risolve alcun problema».
Otro asse di critica è stata la rilevanza simbolica dell'atto rispetto alla reale dimensione del problema. «Due, ma non dovevano consegnare 1,7 abitazioni GIORNALIERE per comune?», ha ironizzato un utente, ricordando le promesse non mantenute dal regime. Fino ad aprile 2026, il programma aveva consegnato appena 133 unità in tutto il paese.
La differenza di qualità tra le case inaugurate a L'Avana —con presenza presidenziale— e quelle consegnate in altre province ha anche suscitato indignazione. «Queste case non somigliano a quelle date a Guantánamo, sarà perché è stata una visita del presidente?», ha chiesto un commentatore. I vicini a El Cerro e Guantánamo hanno denunciato perdite, guasti elettrici e tubature difettose nelle unità già consegnate.
Alcuni hanno sottolineato la contraddizione di ricorrere a contenitori mentre esistono strutture abbandonate: «Con tante strutture che il governo ha lasciato distruggere a Guanabo, Tarará e in altre aree intorno e nella stessa Habana, presentarsi con la peggiore soluzione è il CHIARO RIFLETTO CHE AL POPOLO NON GLI INTERESSA».
Un commento più esteso ha sintetizzato il problema di fondo: «Non è un 'miglioramento', è una toppa. A Cuba il problema abitativo è strutturale: edifici vecchi che crollano per mancanza di manutenzione, famiglie che vivono in condizioni di sovraffollamento, più generazioni sotto lo stesso tetto, anni di attesa per ottenere una casa. E quale è la soluzione proposta? Contenitori. In un clima tropicale, questo è un forno».
Il quadro è devastante: il 35% del patrimonio abitativo cubano è in cattivo o regolare stato tecnico, a L'Havana collassano circa 1.000 edifici all'anno e nel 2024 sono stati costruiti solo 7.427 abitazioni con la produzione di cemento al 10% della sua capacità. Nel novembre del 2025, lo stesso governo cubano ha riconosciuto il fallimento del suo programma abitativo, incapace di raggiungere l'obiettivo di 50.000 unità annue promesso dal 2018.
Il primo ministro Marrero Cruz ha riconosciuto nell'evento che il programma «non sta procedendo alla velocità desiderata», sebbene abbia difeso il modello: «una casa contenitore non deve necessariamente essere brutta, può essere bella, è umile, è piccola, ma dignitosa». La risposta sui social è stata contundente: «Simbolismo e propaganda a buon mercato, sono migliaia quelli che hanno bisogno di una casa».
Archiviato in: