Mario Pentón affronta i sostenitori del castrismo che hanno tentato di sabotare un evento a Bogotá



Momento della discussione in ColombiaFoto © Collage Captura di Facebook/Mario J. Pentón

La presentazione di un libro dello storico e politologo cubano Oscar Grandío alla Fiera Internazionale del Libro di Bogotá (FILBo) si è conclusa in un acceso confronto quando due cittadini colombiani sono irrompiuti gridando all'evento per difendere il regime di L'Avana e tentare di boicottare l'attività.

L'incidente è avvenuto nello stand del Programma Cuba, uno spazio dedicato all'analisi critica della realtà dell'isola.

Un video diffuso sui social dal giornalista Mario J. Pentón ha mostrato il momento in cui due individui hanno iniziato a interrompere l'esposizione con slogan e affermazioni come che gli oppositori residenti a Miami sono “fascisti” e che Cuba possiede “il miglior sistema sanitario del mondo”, il che ha generato un immediato rifiuto tra coloro che presiedevano l'incontro.

Uno dei presenti ha risposto per primo ai soggetti che, nel contesto della pandemia, anche i governi più neoliberali del mondo - inclusa la Colombia di Iván Duque - hanno investito in spese sociali, cosa che non è accaduta a Cuba, dove si sono limitati a costruire hotel.

L'argomento dei sostenitori del regime -tra gridolini- era che l'isola avesse un eccellente sistema sanitario.

En mezzo all'accesa discussione, il giornalista cubano Mario J. Pentón -presente all'evento- intervenne e affrontò direttamente i manifestanti, smontando i loro argomenti e innalzando il tono dello scambio.

Pentón ha indicato due medici cubani nel pubblico che non possono tornare sull'isola dopo aver abbandonato missioni ufficiali e ha affrontato uno dei manifestanti che cercava di ritirarsi.

“Mira, loro sono medici cubani. Vieni, non te ne andare, non te ne andare. Vieni, vieni, caro, vieni qui. Mira, loro sono medici cubani ai quali il regime che tu difendi impedisce di tornare nel loro paese. Le loro madri, le loro nonne, stanno morendo e non possono andarle a trovare per un unico motivo: che sono scappati da una missione dove gli rubano il 90% del loro salario”, affermò.

Subito dopo, lanciò una critica frontale:

“Quindi non venire a parlare sciocchezze su ciò che non conosci, perché è molto facile pontificare dal Colombia, con la tua pancia piena, e non parlare di ciò che vivono i cubani.”

Pentón ha successivamente denunciato quanto accaduto sui suoi social media:

"Il regime cubano e i suoi amici hanno pensato di sabotare la presentazione del libro del mio caro amico Oscar Grandío alla Feria Internacional del Libro di Bogotá. Ma ne sono usciti con la coda tra le gambe. Non smetterà mai di stupirmi l’autoritarismo di quell’ideologia incapace di fornire argomenti. Pura consigna vuota. Qui continuiamo a raccontare la verità su Cuba, anche se fa male."

L'episodio ha riportato alla ribalta una delle denunce più ricorrenti sul sistema cubano: la situazione dei medici in missioni internazionali.

Secondo il Decreto-Legge 306 del 2012, coloro che abbandonano queste missioni sono classificati come “disertori” e possono essere puniti con il divieto di entrare nel paese per un massimo di otto anni, il che comporta una separazione forzata dalle loro famiglie.

Diversi rapporti segnalano inoltre che lo Stato cubano trattiene tra l'83% e il 91,6% dello stipendio che i paesi riceventi pagano per questi professionisti, una pratica che è stata ampiamente criticata da organismi ed esperti.

Le conseguenze si riflettono anche all'interno dell'isola.

I dati ufficiali dell'Ufficio Nazionale di Statistica e Informazione indicano che il numero di medici a Cuba è passato da 106.131 nel 2021 a 75.364 nel 2024, una diminuzione di oltre 30.000 professionisti in appena tre anni, in mezzo a una crisi sanitaria segnata dalla scarsità di risorse, personale e farmaci.

L'alterco alla FILBo evidenzia come il discorso ufficiale del regime cubano continui a generare conflitto anche al di fuori dell'isola, specialmente quando si scontra con le testimonianze dirette di coloro che hanno vissuto le sue conseguenze.

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Redazione di CiberCuba

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