Miguel Díaz-Canel guida questo venerdì la parata della Giornata Internazionale dei Lavoratori all'Avana, dove migliaia di cubani mobilitati fin dalle prime ore del mattino avanzano per le strade della capitale verso la Tribuna Antiimperialista José Martí, di fronte all'Ambasciata degli Stati Uniti sul mare dell'Avana.
La jornada è iniziata con un'immagine che si discosta dall'entusiasmo che cerca di proiettare il discorso ufficiale: una larga presenza di militari, agenti del Ministero dell'Interno (MININT) e forze di sicurezza dispiegate lungo il percorso, in mezzo a una delle peggiori crisi che il paese sta attraversando da decenni.
Dispiegamento di controlli fin dalle prime ore del mattino
Secondo quanto riportato dal media ufficiale Cubadebate, i più alti dirigenti politici e governativi del paese hanno iniziato la marcia in Plaza de la Revoluzione, da dove si dirigeranno verso il palco dove si svolgerà l'atto centrale.
Una foto condivisa su X dalla Presidenza di Cuba ha mostrato un serio Miguel Díaz-Canel, accompagnato da sua moglie, Lis Cuesta, e da altre figure del governo come il cancelliere, Bruno Rodríguez, e Roberto Morales Ojeda; circondati - come di consueto - da un ampio anello di sicurezza.
I lavoratori, organizzati in 15 sindacati, si sono concentrati dall'alba in quattro punti de L'Avana: 23 e 2 (Plaza de la Revoluzione), Avenida Salvador Allende e Infanta, Parque Antonio Maceo (Belascoaín e Malecón), e Prado e Malecón.
Tuttavia, le immagini dell'inizio della sfilata mostrano una scena caratterizzata da controllo e sorveglianza, con cordoni di sicurezza e una presenza visibile di agenti armati, così come la partecipazione di lavoratori di aziende legate a strutture militari.
Cambio di scenario e dubbi sulla partecipazione
Il trasferimento dell'atto centrale dalla Plaza de la Revolución alla Tribuna Antiimperialista rappresenta un cambiamento rispetto alla tradizione storica dell'evento.
L'organizzatore Osnay Miguel Colina Rodríguez ha giustificato la decisione appellandosi all'«austerità» e al «crudele blocco energetico», sebbene i critici sottolineano che il cambiamento mira a mascherare la bassa partecipazione attesa e a evitare di esporre le limitazioni logistiche del regime.
Anche se la narrativa ufficiale parla di una “mobilitazione di massa”, per molti cubani partecipare non è facoltativo.
Nei luoghi di lavoro e nelle istituzioni educative, l'assenza può comportare sanzioni o conseguenze accademiche, il che rende la partecipazione un atto più condizionato che volontario.
Retorica di confronto e invito a "difendere la Patria"
Il desfile del 2026 ha un tono marcatamente bellico. Díaz-Canel ha convocato «lavoratori, contadini, studenti, intellettuali, artisti, sportivi, cubane e cubani tutti, contro il blocco genocida e le grossolane minacce imperiali al nostro paese».
La vigilia aveva dichiarato: «La Patria si difende in strade e piazze, questo venerdì all'alba», mentre la Central de Trabajadores de Cuba (CTC) ha chiamato a difendere il paese “da ogni trincea di combattimento”, rafforzando il carattere politico e ideologico dell'evento.
L'evento è dedicato al centenario della nascita di Fidel Castro, al 65° anniversario della Vittoria della Playa Girón e al XXII Congresso della Central de Trabajadores de Cuba (CTC).
Un paese in crisi che contrasta con il discorso ufficiale
Il regime ha convocato la parata nell'ambito dell'«Anno di Preparazione alla Difesa», dichiarato da Cuba per il 2026, con esercitazioni militari settimanali e piani approvati dal Consiglio di Difesa Nazionale per passare allo Stato di Guerra.
La retorica bellica risponde direttamente alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump del 28 marzo a Miami, dove affermò che «a volte è necessario impiegare la forza militare e Cuba è la prossima».
Sin embargo, questo dispiegamento avviene in mezzo a una realtà molto più dura per la popolazione: interruzioni di corrente di tra 10 e 25 ore al giorno, collasso dei trasporti, scarsità generalizzata e un'economia che prevede di contrarsi 7,2% nel 2026.
La stessa convocazione della CTC ha riconosciuto implicitamente le limitazioni nel chiedere di celebrare l'atto «con la razionalità che abbiamo dovuto assumere di fronte alle restrizioni imposte».
Mobilitazione forzata e usura sociale
Días prima della parata, gli studenti sono stati prelevati dalle loro scuole a San Miguel del Padrón e a Santiago di Cuba per partecipare a marce preliminari, pratica documentata dal giornalista indipendente Yosmayne Mayeta Labrada.
Raúl Castro ha pubblicato anche questo venerdì un messaggio nel quale afferma che il regime si mantiene «con il piede nella staffa e pronti per la carica con il machete», in riferimento alla tradizione mambisa. Il regime cubano sta intensificando da settimane il suo discorso di guerra sotto la pressione di Washington.
Mientras tanto, la popolazione affronta una crisi senza precedenti che ha portato oltre un milione di cubani a emigrare dal 2021, in un contesto in cui la messa in scena di sostegno nelle strade riflette più controllo che entusiasmo.
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