Fino a dove e fino a quando?: Cubana reagisce di fronte all'alto costo delle pratiche migratorie a Cuba



Claudia Álvarez FerralesFoto © Instagram Claudia Álvarez Ferrales

La creatrice di contenuti cubana Claudia Álvarez Ferrales, residente a Girona, Catalogna, Spagna, ha denunciato il costo sproporzionato che devono affrontare i cubani per ottenere il loro certificato penale con apostille, un documento indispensabile per accedere alla regolarizzazione straordinaria degli immigrati in Spagna.

Claudia ha pubblicato un reel su Instagram e ha mostrato come mentre un cittadino colombiano paga circa nove euro per ottenere il certificato dei precedenti penali apostillato, un cubano deve sborsare tra 150 e 350 euro attraverso intermediari, studi legali o agenzie private, poiché i canali ufficiali sono praticamente inaccessibili per la gestione dei documenti a Cuba.

«Io voglio solo sapere fino a dove e fino a quando. Perché ai cubani è più difficile ottenere qualsiasi cosa rispetto al resto del mondo?» chiede Claudia all'inizio del video.

Spiega che i prezzi variano «a seconda di chi ti offra di più o chi ti garantisca di avere il servizio in meno tempo», e critica apertamente il business che si è creato attorno a una pratica che, in teoria, dovrebbe poter essere gestita tramite vie legali.

«Davvero, è un affronto, è una totale mancanza di rispetto, il business che stanno facendo con questo, con qualcosa che dovresti poter richiedere attraverso i canali legali, ma a causa delle condizioni del paese, dei tempi di attesa, di tutto ciò che già sappiamo su come si gestiscono, è praticamente impossibile», afferma.

Claudia punta anche alla doppia pressione che subiscono i cubani emigrati: la precarietà di coloro che sopravvivono nell'isola con un costo della vita «che sembra quello di Dubai», e il mito che i cubani all'estero «hanno euro che cadono dagli alberi».

Il contesto immediato è la regolarizzazione straordinaria degli immigrati in Spagna, approvata tramite il Real Decreto 316/2026, con le domande aperte dal 16 aprile al 30 giugno 2026 e che potrebbe beneficiare fino a 840.000 persone in situazione irregolare.

Uno dei requisiti è presentare un certificato di precedenti penali del paese di origine, apostillato e tradotto se necessario. Per la maggior parte degli latinoamericani, questa procedura è semplice ed economica. Per i cubani, la burocrazia del regime, la mancanza di digitalizzazione e i ritardi consolari rendono il processo costoso e dipendente da terzi.

L'avvocato Mario Dueñas aveva già avvertito che le difficoltà burocratiche cubane mettevano a rischio la possibilità che molti cubani rispettassero la scadenza di giugno.

Inoltre, coloro che rimangono esclusi dalla regolarizzazione di massa affrontano un panorama ancora più incerto.

Il video di Claudia ha generato un'onda di risposte da parte di cubani che si sono identificati immediatamente con la situazione. Un commentatore ha scritto: «La nostra situazione non ha nome, per la mia cittadinanza ogni documento mi è costato 250 euro, ogni documento, per Dio».

Un altro ha aggiunto: «Non vedo la luce con tanti passaggi e ogni volta sono sempre più costosi e lenti».

Il problema non è nuovo. Il passaporto cubano è storicamente uno dei più costosi al mondo, con un costo che può arrivare fino a 800 dollari in sei anni, comprese le rinnovi.

Da aprile 2025, Cuba richiede un passaporto valido per entrare nel paese, il che aggrava ulteriormente il carico economico sugli emigranti.

«Non sono l'unica a pensar così. Sono sicura che ci sia molta più gente che non lo dice», conclude Claudia, prima di lanciare la domanda che dà titolo al suo video: «Davvero, fino a dove e fino a quando sarà questo?»

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