Il regime cubano espone Jonathan Muir mentre suona il pianoforte in prigione per far credere che stia bene



Jonathan David Muir BurgosFoto © Razones de Cuba

Il regime cubano cerca di cambiare la narrativa sulla situazione del giovane Jonathan David Muir Burgos con un'immagine diffusa con attenzione, in cui il ragazzo appare mentre suona il pianoforte durante un'attività culturale all'interno del carcere di Canaleta, a Ciego de Ávila, dove è attualmente detenuto.

La scena, promossa dalla piattaforma ufficiale Razones de Cuba, mostra Jonathan in piedi, sorridente, di fronte a una tastiera, in quello che presentano come prova che il suo stato di salute non è così grave come denunciato sui social media e da attivisti.

Captura di Facebook/Ragioni di Cuba.

Tuttavia, al di là dell'immagine, persistono le preoccupazioni. La stessa versione ufficiale ammette che il giovane è malato e ha bisogno di trattamento, anche se cerca di screditare le denunce sul suo deterioramento fisico attribuendole a una presunta "campagna di disinformazione".

Il messaggio diffuso insiste sul fatto che le fotografie in cui Jonathan appare ricoverato risalgono a anni precedenti e non al suo stato attuale. Tuttavia, evita di rispondere con chiarezza alle domande fondamentali: qual è la sua diagnosi attuale? Che tipo di assistenza medica sta ricevendo all'interno del sistema penitenziario? Perché continua a essere detenuto in quelle condizioni?

Per molti cubani dentro e fuori dall'isola, l'immagine del pianoforte non dissipa i dubbi, ma li approfondisce. L'utilizzo di un minore malato in un atto pubblico all'interno del carcere, lontano dal trasmettere tranquillità, rafforza la percezione che il regime cerchi di controllare il racconto piuttosto che offrire trasparenza sulla sua reale situazione.

Il padre del minore, il pastore evangelico Elier Muir Ávila, ha smentito in diverse occasioni la narrativa del regime: «Mio figlio è effettivamente malato e ha bisogno di essere curato», ha detto.

In dichiarazioni precedenti, il padre era stato ancora più incisivo: «È denutrito, ogni giorno perde peso sempre di più. È molto magro», e aveva avvertito che «la sua vita è in pericolo».

Un'immagine che tocca una tastiera non smentisce nessuna delle denunce concrete della famiglia: Jonathan riceve una sola razione di cibo al giorno in un vasetto usa e getta, soffre di infezioni da cimici non curate, ha una disidrosi severa e infezioni da streptococco e stafilococco, e ha due parassiti intestinali senza assistenza medica.

In una chiamata disperata a suo padre alle 1:45 del mattino del 23 aprile, l'adolescente supplicò: «Papà, per favore, tirami fuori di qui, papà, non resisto più».

In quella stessa telefonata ha aggiunto: «Le cimici mi stanno causando di nuovo dolore, non mi lasciano dormire, mi pungono, mi stanno infettando la pelle e sento che il mio cervello non ce la fa più».

La madre del minore, la pastora Minervina Burgos López, ha rotto il suo silenzio quando Jonathan stava trascorrendo 37 giorni in prigione per descrivere episodi di disorientamento e crisi vasovagali: «Ha delle crisi: si addormenta e quando si risveglia è disorientato, non ricorda dove si trova, non riesce a orientarsi bene».

Jonathan è stato arrestato il 16 marzo 2026 dopo aver partecipato alle proteste del 13 marzo a Morón, scatenate da blackout di oltre 26 ore al giorno e da una grave carenza di cibo. È stato trasferito a Canaleta, un carcere per adulti di massima sicurezza, nonostante la sua età minorile, e accusato del reato di sabotaggio, accusa che può comportare una pena detentiva da sette a quindici anni.

La Commissione Interamericana dei Diritti Umani ha concesso misure cautelari al minore mediante la Risoluzione 30/2026, ritenendo che i suoi diritti alla vita, all'integrità personale e alla salute siano a rischio di danno irreparabile. Il regime cubano non ha risposto alla richiesta preliminare che l'organismo gli aveva inviato il 10 aprile.

Razones di Cuba è uno strumento della Sicurezza dello Stato associato a Humberto López, giornalista della televisione statale e membro del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba. Meta ha bloccato i suoi account di Facebook e Instagram a maggio del 2025 per violazioni delle norme comunitarie, e nel 2022 ha smantellato una rete di quasi mille account falsi coordinati per amplificare la sua propaganda.

Il congresista Mario Díaz-Balart ha reiterato martedì scorso la sua richiesta: «Dagli Stati Uniti, esigiamo la LIBERTÀ immediata per Jonathan David Muir Burgos! Nessun minorenne deve essere perseguitato o incarcerato per aver alzato la voce contro una dittatura».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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