Ulises Toirac critica la doppia faccia della giustizia cubana: «Sandro dice qualsiasi cosa e per metà di quello mettono in prigione chiunque»



Ulises ToiracFoto © Facebook / Ulises Toirac

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Il comico e attivista Ulises Toirac ha pubblicato questo sabato su Facebook una critica diretta alla selettività della giustizia cubana, usando come esempio le dichiarazioni pubbliche di Sandro Castro, nipote di Fidel Castro, che gode di una libertà di espressione che il regime nega sistematicamente ai cittadini comuni.

«Asere Sandro dice qualsiasi cosa e per metà di ciò mettono in prigione chiunque», ha scritto Toirac nel suo post, che ha rapidamente generato dibattito tra i cubani dentro e fuori dall'isola.

Ulises Toirac su Facebook

L'attivista è stato esplicito nel chiarire che la sua critica non riguarda il fatto che Sandro Castro debba essere incarcerato, ma la disuguaglianza di fronte alla legge: «Ti giuro che non sono del tipo cubano 'che si fottano anche loro'. No. Neanche morto mi metterei in quella comeping***cia. Quello che non c'è da fare è mettere in prigione nessuno. O ci sono livelli per la 'giustizia'?»

Il detonatore immediato è l'intervista che Sandro Castro ha rilasciato a CNN in Español il 30 marzo, dove ha fatto dichiarazioni di alto impatto politico dal suo appartamento all'Avana.

In quella intervista, il nipote del dittatore ha affermato che «la maggior parte dei cubani vuole il capitalismo, non il comunismo», ha criticato direttamente Díaz-Canel sottolineando che «non sta facendo un buon lavoro» e che «da tempo doveva aver fatto moltissime cose che non sono state fatte bene».

Sandro Castro ha anche rivelato di essere stato convocato per un interrogatorio dalla Sicurezza dello Stato cubano a causa dei suoi video satirici, ma è stato liberato senza accuse, solo con un avvertimento.

Quella impunità contrasta radicalmente con la sorte dei cittadini senza cognomi illustri: secondo Justicia 11J, almeno 760 prigionieri politici rimangono incarcerati a Cuba, molti dei quali condannati per pubblicazioni sui social media molto meno incendiari delle dichiarazioni del nipote di Fidel.

Sandro Castro ha cercato di presentarsi in CNN come un «cittadino umile» che soffre di blackout proprio come il resto dei cubani, un argomento che ha generato scetticismo diffuso. Idalmis Menéndez, exnuora di Fidel Castro, l'ha smentito pubblicamente il 2 aprile: «Hai privilegi, Sandro, perché sei nato nel cuore del potere».

La pubblicazione di Toirac si inserisce in un modello di denuncia sistematica che l'attivista porta avanti da mesi.

In novembre 2025, ha messo in discussione il caso dell'ex ministro dell'Economia Alejandro Gil, sottolineando che «la giustizia arriva solo quando salta una lepre impossibile da nascondere».

Nel febbraio del 2026, denunciò il rifiuto del habeas corpus per i giovani detenuti a Holguín a causa di pubblicazioni sui social media, definendolo una «vergogna» e una violazione dei diritti umani «in faccia».

Ora, con Sandro Castro che annuncia inoltre un'imminente intervista in diretta su Noticias Univisión —come pubblicato nelle sue storie su Instagram—, il contrasto segnalato da Toirac diventa ancora più evidente: il nipote di Fidel amplia la sua piattaforma mediatica internazionale mentre centinaia di cubani senza cognome continuano a essere prigionieri per molto meno.

Secondo Prisoners Defenders, Cuba detiene almeno 1.030 persone per motivi politici, tra cui 217 donne e 86 minorenni.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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