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Il Ministero dell'Inclusione, della Sicurezza Sociale e delle Migrazioni di Spagna ha registrato più di 130.000 richieste di regolarizzazione straordinaria di migranti nella prima settimana del processo, secondo quanto comunicato venerdì dal dipartimento guidato da Elma Saiz.
Le domande, presentate sia tramite telematica che in presenza, rappresentano circa il 26% del mezzo milione di regolarizzazioni che il Governo si aspetta di raggiungere con la misura, secondo il quotidiano El País.
Oltre alle richieste, sono stati assegnati 55.000 appuntamenti fino al 30 aprile, senza registrare incidenti. Il ministero ha assicurato che la procedura "si sta sviluppando normalmente e sta rispettando tutte le previsioni".
Il processo è iniziato il 16 aprile con l'apertura delle domande telematiche, e lo scorso domenica sono iniziate le prenotazioni per appuntamenti di persona in oltre 400 uffici abilitati su tutto il territorio.
Il primo giorno di assistenza in presenza si sono registrate lunghe code e caos negli uffici, e la confusione ha portato molti immigrati irregolari a presentarsi senza appuntamento per richiedere informazioni o direttamente la regolarizzazione.
Il termine per entrambe le modalità rimane aperto fino al 30 giugno, e l'autorizzazione ottenuta conferisce il diritto di lavorare in qualsiasi settore e luogo del paese per un anno.
Il principale collo di bottiglia del processo è il certificato di vulnerabilità, richiesto per coloro che richiedono la regolarizzazione tramite questa via, che ha sovraccaricato i servizi sociali municipali.
In Cataluña, i lavoratori sociali affermano di avere 8.000 appuntamenti fino a giugno e di non poter gestire ulteriori richieste.
Per affrontare questi ostacoli, la Segreteria di Stato per le Migrazioni e la Federazione Spagnola dei Comuni e delle Province hanno convenuto di firmare un accordo di cooperazione tecnica per snellire le procedure e migliorare il flusso di informazioni su tutto il territorio nazionale.
Ci sono più di 300 enti collaboratori registrati con presenza in tutto il paese che partecipano al processo di accreditamento.
Nel piano politico, la Comunidad di Madrid, presieduta da Isabel Díaz Ayuso, ha presentato un ricorso presso la Corte Suprema contro il Regio Decreto, accolto martedì scorso, richiedendo inoltre la sua sospensione cautelare.
Il Governo centrale ha accusato alcuni comuni del Partito Popolare di "boicottare" il processo per "istruzioni razziste e xenofobe" di Alberto Núñez Feijóo.
Per la comunità cubana in Spagna —che ha raggiunto circa 287.490 persone registrate alla fine del 2025—, la regolarizzazione rappresenta un'opportunità storica, ma affronta ostacoli specifici: la legalizzazione dei documenti presso il Consolato di Spagna a L'Avana richiede tra i quattro e i sei mesi, aggravata dalla burocrazia del regime cubano e dai frequenti blackout, il che rende difficile rispettare la scadenza del 30 giugno.
La Spagna non effettuava una regolarizzazione di massa dal 2005, quando il governo di Zapatero regolarizzò circa 700.000 persone, rendendo questa misura la più significativa in materia migratoria negli ultimi 21 anni.
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