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Due bambine, una di appena cinque anni e l'altra di dodici, sono rimaste per ore sotto il sole in una fermata dell'autobus alle porte de L'Avana, aspettando un mezzo di trasporto che non è mai arrivato. La scena, raccontata da un cubano identificato come Fugitivo Kings in social media, espone una realtà che colpisce duramente molte famiglie cubane: la precarietà del sistema di trasporto e le sue conseguenze dirette sui più vulnerabili.
Il testimone descrive come l'uomo, tornando dalla capitale, si sia fermato nella zona di Valle Grande dopo aver notato la stanchezza evidente delle minorenni. Quando chiese loro dove stessero andando, spiegarono che andavano “un po' più in là della UCI”. Erano già da mezzogiorno che aspettavano alla fermata. Erano già le tre del pomeriggio.
Decise di portarle nel suo veicolo. Durante il tragitto, la maggiore le raccontò che veniva da scuola e che sua sorella usciva da un asilo. Non era una situazione isolata. Come spiegò, molte volte devono percorrere lo stesso tragitto a piedi per mancanza di trasporto. Una responsabilità che, di fatto, è ricaduta sulla bambina più grande, mentre la madre lavora.
Il racconto coincide con un'immagine che si ripete in diverse zone del paese, con bambini che percorrono lunghe distanze su strade pericolose, per poter assistere alle lezioni o tornare a casa. In questo caso, il conducente ha assicurato di aver visto diversi minori transitare sulla stessa via.
La situazione solleva domande inevitabili sulle condizioni reali in cui si sviluppa la vita quotidiana a Cuba, specialmente per le famiglie con minori risorse. L'assistenza scolastica, richiesta dalle autorità, contrasta con la mancanza di garanzie basilari come il trasporto sicuro per gli studenti.
Lo stesso testimone ha denunciato che, poco dopo, si è imbattuto in un posto di controllo della polizia con diverse pattuglie che fermavano veicoli nella zona. Un'immagine che, secondo la sua percezione, riflette priorità che hanno poco a che fare con la protezione dell'infanzia.
Sebbene non siano state diffuse immagini frontali delle minori in quanto si tratta di bambine, la testimonianza ha suscitato indignazione sui social media, dove molti cubani si identificano con una realtà che considerano sempre più frequente.
Storie come questa non evidenziano solo carenze materiali. Rivelano anche il peso che la crisi ha imposto sulle spalle dei più piccoli, costretti a prendere rischi e a assumere responsabilità che non dovrebbero far parte della loro infanzia.
La situazione dei trasporti nell'isola è critica. Dati recenti indicano che il trasporto statale di passeggeri a livello nazionale è crollato del 93%, mentre le guaguas giacciono abbandonate, arrugginite e smantellate per mancanza di pezzi in vari punti del paese.
In alcune province la situazione è ancora più estrema. A Ciego de Ávila, ad esempio,
L'impatto sulla infanzia cubana va oltre le ore perdute in una fermata. Organismi internazionali hanno avvertito che , una cifra che illustra la gravità della crisi che attraversa l'isola.
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