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Il governo di Las Tunas ha organizzato un Forum Culinario dei Lavoratori a Puerto Padre come parte delle attività in occasione del Primo Maggio, e le immagini dell'evento hanno scatenato un'ondata di burle e critiche sui social media a causa del contenuto politico dei piatti esposti.
Il evento si è svolto martedì presso la sede della Central de Trabajadores de Cuba (CTC) a Villa Azul, dove i membri dei sindacati della Salute, dell'Istruzione, della Gastronomia, della Sicurezza Alimentare e della Pesca hanno presentato 79 piatti della cucina tradizionale e della pasticceria.
Lo che ha attirato l'attenzione non è stata la comida in sé, ma i messaggi politici che la decoravano: insalate con la frase "VIVA FIDEL" scritta con strisce di peperone verde, riproduzioni della bandiera cubana fatte con riso bianco, fagioli neri e pomodoro, e il numero "100" formato con fette di cetriolo, il tutto in riferimento al centenario della nascita di Fidel Castro.
I cartelli sui tavoli completavano il quadro: "100 ANNI CON FIDEL" —con la silhouette del Che Guevara integrata nella lettera O— e "1° MAGGIO / La Patria si difende", slogan reso popolare dal regime dopo le proteste dell'11J del 2021.
Katia Pérez Castro, Segretaria Generale della CTC locale, ha pubblicato le immagini su Facebook con il messaggio: "La creatività a fior di pelle perché la Patria si difende e per Cuba insieme creiamo".
La risposta dei cubani nei commenti è stata immediata e devastante.
"Il patriottismo è la fonte dove i poveri versano il sangue. Che differenza tra questa povertà e il blin blin degli eventi negli hotel. Fa pena in un luogo con un mare immenso e non abbiano preparato vari piatti con pesce o frutti di mare", hanno scritto gli utenti, sottolineando la paradossale situazione in cui Puerto Padre, comune costiero, non presentasse nemmeno un piatto di pesce o frutti di mare.
Altri commenti sono stati altrettanto diretti: "Fame miseria e terrore", "E la cavalletta di Mariela?", e "Guarda, se mangiamo quello, il minimo che ci aspettiamo è un'intossicazione alimentare e non parliamo nemmeno di un'ostruzione intestinale".
Un commentatore ha collegato l'evento alla crisi elettrica che colpisce la provincia: "Dopo protestano perché l'orario dei blackout è irregolare e perché a Las Tunas c'è corrente, lì hanno, continuate così".
Il contrasto risulta particolarmente acuto nel contesto attuale: Cuba sta attraversando nel 2026 una delle sue peggiori crisi alimentari, con la produzione di riso in caduta libera dell'81% e quella delle uova del 61%.
En Las Tunas, la situazione è ancora più grave: il furto di 600 litri di olio dielettrico in due trasformatori ha lasciato senza elettricità il 40% del comune di Amancio, e a Majibacoa le proteste per blackout di oltre 24 ore hanno incluso strida di "abbasso la dittatura".
Il regime ha dichiarato il 2026 "Anno del Centenario della nascita di Fidel Castro" e ha lanciato una campagna di propaganda che include parate giovanili, esposizioni e eventi pubblici in tutto il paese, mentre la popolazione non ha cibo né elettricità stabile.
In 1961, Castro promettò: "Vestiti, scarpe, cibo, medicina, educazione e svago per tutto il popolo". Più di sei decenni dopo, i cubani rispondono con satira a piatti che scrivono il loro nome con peperone verde.
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