"Jubilata cubana al regime: 'Ogni giorno sono sempre meno coloro che si lasciano ingannare dai buffoni castristi.'"



Inés CasalFoto © Facebook / Inés Casal

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La pensionata cubana Inés Casal ha pubblicato su Facebook un lungo testo intitolato "Non so voi, ma io...", in cui dipinge un ritratto crudo dell'attuale Cuba e lancia un avvertimento diretto al regime: i cittadini non si lasciano più ingannare.

Casal, madre dell'attivista e artista indipendente Julio Llópiz-Casal -uno dei protagonisti del movimento 27N-, ha strutturato il suo messaggio in una serie di vignette con la stessa frase ripetuta, ognuna con un'osservazione sulla realtà che vive il popolo cubano.

"Vedo sempre più cubani che si risvegliano e comprendono che non possiamo rimanere in silenzio," scrive all'inizio, per poi lodare i giovani che, nonostante siano stati indoctrinati dal sistema, "si sono liberati del fardello marxista e ateo e affrontano con coraggio, dignità e patriottismo questa dittatura crudele e sanguinaria."

Su i governanti della cosiddetta "continuidad" -in riferimento diretto a Miguel Díaz-Canel e al suo entourage-, Casal è implacabile: li descrive come "una caricatura assurda del comandante che li ha preceduti", incapaci di emulare nemmeno la malvagità di Fidel Castro, e cita che "si può avere talento solo se si ha un buon cuore".

"Ogni volta sono sempre meno coloro che si lasciano abbindolare da buffoni castristi, da discorsi banali, da interviste preparate e manipolate", afferma.

Captura di Facebook / Inés Casal

La jubilada descrive anche il visibile esaurimento di coloro che partecipano agli eventi ufficiali: "Osservo ogni giorno che c'è maggiore disincanto, maggiore amarezza, maggiore stanchezza nei volti di coloro che vengono trascinati a eventi preparati che non mobilitano più le coscienze 'rivoluzionarie'".

E aggiunge: "Osservo una maggiore paura nei volti di quelli che gridano slogan vuoti in cui nemmeno loro credono".

Casal celebra che alcuni intellettuali -musicisti, artisti visivi, attori- iniziano a opporsi alla dittatura e lancia un avvertimento a coloro che rimangono in silenzio: "Coloro che continuano a tacere, e continueranno, si troveranno un giorno non molto lontano di fronte alla storia e ai loro discendenti. Quella sarà la punizione per tanto opportunismo banale".

Sulla situazione materiale del paese, il testo non lascia margine al dubbio: "Distingo un popolo che non resiste più e come vive: senza elettricità, senza acqua, con fame, in una indigenza in aumento, vivendo come zombie, rifugiati nelle droghe e nei farmaci antidepressivi per, almeno, dimenticare per un po' la terribile realtà che vivono".

Per quanto riguarda la comunità internazionale, Casal è categorico: "Non mi aspetto nulla da organizzazioni mondiali come l'ONU, da determinate ONG, dall'UE, da tutti i movimenti di sinistra e socialisti del mondo e da altri eccetera che conosciamo. Né mi aspetto, né chiedo loro nulla; sono pieni di opportunisti".

Non è la prima volta che Casal alza la voce con tale fermezza. Nel marzo del 2025 ha pubblicato un altro testo in cui affermava che Cuba è nelle mani di una cupola criminale e opportunista e ha concluso con la domanda: "O sarà che Cuba è già morta?"

Questa volta, però, si conclude con una dichiarazione di fede nel civismo: "Continuo e continuerò con la speranza intatta".

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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