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I familiari dei detenuti della prigione Veguita No.1, nel municipio di Yara, provincia di Granma, hanno emesso oggi una denuncia pubblica urgente in cui descrivono un sistema di abusi, corruzione, fame estrema e violazioni sistematiche dei diritti umani all'interno del penitenziario.
La denuncia, pubblicata su Facebook dall'oppositore cubano José Díaz Silva, attribuisce direttamente la responsabilità al capo del carcere, Javier Torres Bermúdez, insieme a funzionari del Ministero dell'Interno (MININT) e del Partito Comunista nel comune di Yara, per il mantenimento di un regime di sfruttamento e repressione contro i detenuti e le loro famiglie.
Tra le denunce più gravi spicca la vendita di benefici penitenziari in cambio di denaro, trasferimenti o favori —come le fattorie aperte, le libertà condizionali e i permessi—, mentre i detenuti con lunghe condanne e anni di carcere scontati non accedono a tali benefici per mancanza di risorse per pagare.
I detenuti assegnati a fattorie aperte lavorano senza salario sotto minaccia di revoca dei loro benefici se non obbediscono o non consegnano risorse ai capi.
D'altra parte, le condizioni sanitarie descritte sono critiche: acqua contaminata con cattivo odore che provoca diarrea, disidratazione e malattie, con il rifiuto delle autorità di effettuare analisi nonostante le indicazioni mediche, e lunghi periodi senza fornitura d'acqua.
L'alimentazione fornita ai detenuti include riso in cattivo stato, cibi crudi, pesce marcio e prosciutto deteriorato, in quantità minime che non sono sufficienti per sopravvivere. I svenimenti per fame e disidratazione sono costanti all'interno del penitenziario, secondo quanto segnalato dai denunciatori.
La denuncia descrive inoltre l'esistenza di un distaccamento conosciuto come "i placá", la cui attività all'interno del penitenziario fa parte del tessuto di abusi denunciati dai familiari dei detenuti di Veguita No.1.
Il deterioramento delle condizioni nelle carceri cubane si inserisce in un contesto di repressione crescente. Recentemente è stata riportata una nuova violenza su un prigioniero politico da parte di sei guardie, evidenziando il modello sistematico di brutalità.
A questo si aggiungono le sette morti nelle prigioni durante febbraio 2026, cifra che riflette il preoccupante deterioramento del sistema penitenziario cubano. L' indulto a 2.010 detenuti per la Pasqua non ha alleviato la situazione dei più vulnerabili, poiché secondo Human Rights Watch, ha escluso esplicitamente i condannati per reati contro l'autorità.
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