Il regime presume di avere il sostegno in Egitto per la sua dichiarazione su Girón mentre mobilita firme all'interno di Cuba



Atto a Cuba per la Battaglia di Girón.Foto © Facebook/Presidencia Cuba

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Il regime cubano ha nuovamente mostrato il suo muscolo propagandistico al di fuori dell'isola. Questa volta, sottolineando la pubblicazione in vari media egiziani della sua dichiarazione ufficiale “Girón è oggi e sempre”, un testo carico di slogan politici e avvertimenti su un presunto scenario di aggressione contro Cuba.

Secondo quanto riportato dalla ambasciata cubana al Cairo, portali come Al Safir, Arab Telegraph e altri siti digitali hanno riprodotto integralmente il documento, qualcosa che L'Avana ha presentato come una “positiva ripercussione” internazionale.

La dichiarazione, diffusa originariamente da mezzi ufficiali come Granma e Cubadebate, insiste nel discorso di confronto con gli Stati Uniti e denuncia quello che descrive come un “assedio permanente”, accompagnato da minacce militari e pressione economica.

Il testo riprende anche una delle frasi più ripetute dalla dirigenza governativa negli ultimi giorni: “Cuba non sarà mai un trofeo, né una stella in più della costellazione statunitense”, nel tentativo di rafforzare la narrazione di sovranità di fronte a Washington.

Ma al di là dell'eco nei mezzi stranieri, il documento insiste sugli stessi argomenti che il regime sostiene da decenni: attribuisce all'embargo la crisi economica, denuncia campagne mediatiche contro di esso e chiama alla mobilitazione nazionale e internazionale in difesa del socialismo.

Incluso fa riferimento a simboli storici e all'epica rivoluzionaria, evocando il “sangue mambisa” e il lascito di Playa Girón come punto di riferimento per il presente. In questo tono, conclude con un messaggio di resistenza totale: finché ci saranno cubani disposti a “dare la vita per la Rivoluzione”, assicurano, il sistema prevarrà.

La diffusione nei media egiziani arriva in un momento particolarmente delicato per l'isola, contrassegnato da black-out, scarsità e un crescente malcontento sociale. Tuttavia, invece di affrontare queste realtà, il discorso ufficiale torna a concentrarsi su nemici esterni e a rafforzare la narrativa di piazza assediata.

Tuttavia, mentre il governo enfatizza l'eco del suo discorso sui media esteri, all'interno dell'isola si promuove una campagna di raccolta di firme legata allo stesso messaggio politico, in un contesto di forti tensioni sociali ed economiche.

Così, mentre all'interno di Cuba la crisi colpisce la popolazione, il governo cerca di proiettare all'esterno un'immagine di sostegno internazionale e fermezza ideologica che contrasta con la vita quotidiana di milioni di cubani.

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