L'attivista cubano Silverio Portal ha attraversato un portico centrale dell'Avana, in via Dragones, fino a raggiungere Águila e ha pubblicato su Facebook la denuncia ripresa dalla telecamera sulle condizioni di estrema insalubrità del luogo: accumulo di rifiuti, escrementi nella via pubblica, persone senza fissa dimora che dormono nella sporcizia; e bambini e anziani esposti a ciò che appare chiaramente un focolaio attivo di infezioni.
Il video, dedicato al presidente Miguel Díaz-Canel e in cui l'attivista menziona anche il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla, mostra un panorama quasi da bagno pubblico malsano esposto al passaggio dei cittadini in un'arteria della città che di fronte presenta grandi aggregazioni di persone e piccoli negozi.
Mentre percorre l'area, Portal conversa con i passanti riguardo alle condizioni del luogo e riceve risposte che confermano ciò che la telecamera mostra. "Pensate che sia logico che un bambino, insomma, come voi, possa vedere questa situazione critica e disgustosa che sta accadendo qui? Perché la pulizia, chi deve occuparsene?", chiede Portal a un'anziana che attraversa il sito. Lei risponde: "Ay, figlio mio, noi siamo senza acqua da cinque giorni, avendo il serbatoio pieno, perché non avevamo corrente".
Allo stesso modo, l’attivista dialoga con un uomo che rovista nei rifiuti e, presumibilmente, chiede l’elemosina nei dintorni di quel luogo; chiede a un bambino che passa; si avvicina a un angolo del portico che concentra immondizia e puzza. "I diritti umani... dove sono?, Bruno [Rodríguez] Parrilla. [...] Dove sono i diritti umani? [...] che lei menziona alle Nazioni Unite", interroga il denunciante.
Su reclamo reiterato: "Guardi, guardi, guardi" e la chiarificazione che ciò avviene "all'interno di un paese", evidenziano la grandezza del rischio per la popolazione. Questa realtà non è isolata: un'altra cubana denunciava acque reflue che invadevano una strada nei giorni scorsi, in quello che costituisce un modello di degrado urbano generalizzato.
La crisi sanitaria nella capitale cubana si aggrava in un contesto di collasso dei servizi di base. Solo alcuni giorni fa, i blackout hanno lasciato senza acqua oltre 200.000 habaneri, mentre dodici famiglie nel Vedado accumulavano oltre 100 ore senza elettricità, situazioni che sono diventate quotidiane per i residenti della città.
Il problema della spazzatura non è nuovo. Rapporti precedenti dello stesso attivista avevano già documentato la massiccia accumulazione di spazzatura nella strada San Nicolás, nella stessa zona di Centro Habana. Secondo dati recenti, La Habana genera migliaia di metri cubi di rifiuti al giorno, che il sistema di raccolta, paralizzato dalla mancanza di carburante, non è in grado di gestire.
Activisti e cittadini da mesi avvertono che la spazzatura è disseminata in tutta la capitale, con testimonianze che descrivono un decadimento urbano senza precedenti. La situazione, sebbene in proporzioni minori, si ripete in diverse province del paese.
Le conseguenze per la salute pubblica sono allarmanti: Cuba ha chiuso il 2025 con 55 morti per arbovirosi, malattie trasmesse da zanzare che si proliferano appunto in ambienti con accumulo di rifiuti e acque stagnanti. Nel frattempo, il Governo non propone alcuna strategia valida per ribaltare tale situazione e silenzia con repressione le denunce dei cittadini.
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