"Defendere la rivoluzione nel quartiere": il regime cubano vuole rafforzare il controllo politico nelle comunità oppresse dalla crisi



L'enfasi sulla "difesa dal quartiere" coincide con un aumento della tensione sociale in diverse provinceFoto © blog di Fernando Díaz Villanueva

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Il governo cubano ha insistito sull'importanza di rafforzare la presenza politica nelle comunità e di mantenere la "combattività" di fronte a ciò che il discorso ufficiale descrive come minacce al sistema socialista.

In questo senso, il governante Miguel Díaz-Canel ha incontrato questo sabato per due ore più di cinquanta membri dell'Associazione dei Combattenti della Rivoluzione Cubana (ACRC), dove è stata messa in evidenza il programma di vigilanza di quartiere “Mi Barrio por la Patria”, approvato a marzo dal Consiglio di Stato e strutturato su tre fronti: Quartiere Sicuro, Quartiere Partecipativo e Quartiere Produttivo.

secondo il sito digitale della Presidenza di Cuba, il tenente colonnello della riserva Andrés Cobiella Santana, presidente della Direzione Provinciale dell'ACRC a L'Avana, ha spiegato che Barrio Seguro promuove la partecipazione dei combattenti nei Giorni Nazionali della Difesa e l'organizzazione di sistemi di vigilanza in ogni zona, in coordinamento con i Comitati di Difesa della Rivoluzione (CDR) e la Federazione delle Donne Cubane (FMC).

Barrio Participativo prevede il sostegno ai delegati del Poder Popular, l'assistenza ai combattenti in situazione di vulnerabilità, la pulizia delle comunità e l'attivazione di brigate sanitarie per la ricerca epidemiologica.

Barrio Productivo, da parte sua, promuove la produzione di alimenti in cortili e appezzamenti da parte dei membri dell'Associazione.

Por sua parte, il capo della Polizia Nazionale Rivoluzionaria, primo colonnello Eddy Manuel Sierra Arias, ha sostenuto l'iniziativa sottolineando che il lavoro dell'ACRC "sta consentendo di consolidare il contrasto alla criminalità, l'assistenza alle persone vulnerabili, la promozione della produzione alimentare e altre attività che contribuiscono direttamente alla difesa".

Il programma arriva in un momento in cui i CDR, la struttura storica di vigilanza di quartiere fondata nel 1960, attraversano una crisi di legittimità

Rafforzare il controllo in mezzo al malcontento sociale

L'enfasi del regime sulla "difesa dal quartiere" coincide con un aumento della tensione sociale in diverse province, provocato principalmente dalla crisi energetica, dai blackout prolungati e dalla scarsità di cibo e combustibili.

In diverse località si sono registrate manifestazioni spontanee con slogan come “Libertà” o appelli a scendere in strada, che riflettono il malcontento di una popolazione che affronta interruzioni di elettricità di oltre 20 ore al giorno in varie zone del paese.

In questo scenario, il governo ha riattivato il ruolo delle organizzazioni di massa e della sorveglianza comunitaria come meccanismo per contenere il malcontento e mantenere il controllo del territorio.

Durante atti recenti dei Comitati di Difesa della Rivoluzione, il loro coordinatore nazionale, Gerardo Hernández Nordelo, ha invitato a trasformare ogni struttura di quartiere in un “battaglione di difesa e combattività”, in grado di rispondere alle manifestazioni contro il socialismo.

Di fronte al collasso energetico, lo stesso Díaz-Canel ha recentemente riconosciuto la necessità di garantire alternative come il carbone vegetale o la legna, un'ammissione implicita dell'incapacità dello Stato di assicurare servizi di base.

In molte famiglie, cucinare con il carbone è diventata l'unica opzione, nonostante un sacco possa costare tra 1.700 e 5.000 pesos cubani, una cifra equivalente allo stipendio mensile di numerosi lavoratori statali.

Quel contrasto tra il discorso politico e la crisi quotidiana ha alimentato il sarcasmo sui social network.

Durante un atto ufficiale per il 65° anniversario della proclamazione del carattere socialista della rivoluzione, tenutosi a Matanzas, numerosi utenti hanno messo in discussione le presunte “conquiste” del sistema.

“Quali conquiste? Quella del carbone?”, ha chiesto un utente, in una frase che riassume il sentimento di frustrazione di molti cubani.

In questo contesto, la narrativa che “la difesa della rivoluzione inizia nel quartiere” sembra far parte di una strategia più ampia per mantenere il controllo politico in mezzo al deterioramento economico.

Con istituzioni sempre più logore, una popolazione esausta a causa della crisi e organizzazioni come i Comitati di Difesa della Rivoluzione che perdono influenza tra i giovani, il regime punta a rafforzare la sorveglianza comunitaria come una delle ultime linee di contenimento di fronte al crescente malessere sociale.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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