Bruno Rodríguez ringrazia Spagna, Messico e Brasile per la loro "enorme preoccupazione" per la crisi a Cuba



Cancelliere cubano Bruno RodríguezFoto © X/MINREX

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Il cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha ringraziato questa domenica il comunicato congiunto emanato dai governi di Spagna, Messico e Brasile, in cui esprimono la loro enorme preoccupazione per la grave crisi umanitaria a Cuba, e lo ha definito "dignitoso e solidale".

Il documento è stato firmato sabato al termine della IV Conferenza in Difesa della Democrazia, tenutasi a Madrid, dal presidente spagnolo Pedro Sánchez, dalla presidente messicana Claudia Sheinbaum —che ha partecipato tramite un messaggio registrato— e dal presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva.

"Riconosciamo il dignitoso e solidale comunicato congiunto emesso dai governi del Brasile, della Spagna e del Messico, che esprime preoccupazione, invita a evitare azioni contrarie al diritto internazionale che aggravino le condizioni di vita del popolo cubano e sollecita il rispetto dell'integrità territoriale di Cuba", ha scritto Rodríguez nel suo profilo di X.

Il cancelliere ha inquadrato il ringraziamento in ciò che il regime definisce "un'accentuazione del blocco degli Stati Uniti a livelli estremi" e il "corrente assedio energetico", senza mai menzionare la responsabilità della dittatura nel collasso che sta vivendo la popolazione.

Il comunicato congiunto, tuttavia, mantiene un silenzio preoccupante sulla repressione sistematica esercitata dal regime di Miguel Díaz-Canel contro il proprio popolo.

Il testo non menziona i più di 1.200 prigionieri politici documentati da Prisoners Defenders nel febbraio del 2026, non richiede alcuna riforma politica concreta al governo cubano e non fa riferimento ai 46 decessi in prigione di manifestanti del 11J per mancanza di assistenza medica, denunciati di fronte alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani.

La parabola risulta difficile da ignorare: tre governi che si riuniscono sotto il motto della difesa della democrazia e riaffermano il loro "impegno ineludibile per i diritti umani" non dedicano nemmeno una riga a chiedere al regime cubano di liberare i suoi prigionieri politici né di fermare la repressione contro la dissidenza.

Lula, Sheinbaum e Sánchez hanno mantenuto uno schema coerente di silenzio di fronte alla repressione cubana: la presidente messicana insiste nel dialogo senza menzionare i prigionieri politici; il presidente brasiliano resta in silenzio riguardo alle detenzioni arbitrari; il presidente spagnolo non ha rilasciato dichiarazioni specifiche sulla situazione dei detenuti nell'isola.

Il linguaggio del comunicato riguardante "l'integrità territoriale" punta direttamente a fermare qualsiasi possibile intervento militare statunitense, in un contesto in cui il Pentagono, come rivelato da USA Today il 15 aprile, ha intensificato i piani operativi a Cuba per direttiva della Casa Bianca.

Trump ha risposto sabato a queste notizie con una frase ambigua: "Dipende da cosa intendi per azione militare".

Il stesso Rodríguez, che ha sistematicamente negato torture e scomparse a Cuba e ha utilizzato forum internazionali per attaccare Washington mentre ignora la repressione interna, ha ricevuto il comunicato come un sostegno alla narrativa ufficiale del regime.

Il documento include infatti una frase che il regime preferirebbe non applicare a se stesso: che "sia il popolo cubano a decidere il proprio futuro in piena libertà", un'aspirazione che la dittatura impedisce da 67 anni.

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