Cubano: "Cosa ci possono portare via se non abbiamo nulla?"



Giovane cubanoFoto © Facebook / Michel Durán

Un cubano identificato come Michel Duran ha pubblicato un video su Facebook in cui rivolge un appello diretto ai suoi compatrioti affinché superino la paura e agiscano, con una domanda che riassume la frustrazione di milioni: Cosa ci possono togliere se non abbiamo nulla?

Il video, di un minuto e 13 secondi, si rivolge a coloro che dubitano se partecipare o meno a qualche azione collettiva di fronte al deterioramento di Cuba.

"Ci sono molte persone che provano paura, molte persone che sentono incertezza... Migliaia di sensazioni che fanno riflettere, fanno dubitare se entrare o non entrare, se entrano cosa succederà, se non entrano cosa succederà," dice Duran all'inizio del clip.

Il suo argomento è tanto semplice quanto convincente: chi non ha nulla da perdere, non ha nemmeno nulla da temere.

"Cosa possono toglierci? Se non abbiamo nulla, fratello. Noi non abbiamo nulla. È vivere o morire", afferma con voce ferma.

Duran fa appello a un cambiamento politico imminente con immagini cariche di urgenza: "La stagione deve finire. Questo film non può durare mille anni. Perché noi non possiamo morire."

Il video si chiude con un appello inequivocabile: "Dobbiamo vedere un altro alba di un altro colore. Dobbiamo vedere un altro alba con un altro sapore, signore. Non abbiate paura. Non abbiate paura. Sostenete. Sostenete".

Il messaggio di Duran si inserisce in un flusso crescente di cubani —dentro e fuori dall'isola— che utilizzano i social media per sfidare la storica paura del regime.

En febbraio scorso, una cubana è diventata virale con la frase "non ho nulla da perdere" nel criticare il degrado delle infrastrutture, sfidando apertamente possibili ritorsioni.

Poco dopo, il cantautore Miguel Ricote, di 21 anni, ha reso virale la canzone "Viva Cuba Libre" e ha confessato: "Se pubblico ciò che penso sento di essere un suicida".

Questi messaggi emergono in un contesto di Cuba in collasso: interruzioni di corrente fino a 20 ore al giorno che colpiscono il 64% del territorio, grave carenza di cibo, acqua e medicinali, e una caduta del PIL del 23% dal 2019.

La protesta più recente si è tenuta il 13 e 14 marzo 2026 a Morón, Ciego de Ávila, dove i cittadini hanno vandalizzato la sede del Partito Comunista e almeno 85 persone sono state arrestate, inclusi due minorenni.

Nel 2025 sono state registrate oltre 11.000 azioni di protesta, reclamo o critica al regime, secondo dati raccolti da organizzazioni per i diritti umani.

Il regime ha risposto alla pressione con un annuncio di perdono per 2.010 persone il 2 aprile 2026, ma Amnesty International ha segnalato la mancanza di trasparenza sulle presunte liberazioni e ha documentato un'intensificazione della repressione e della coercizione familiare.

Il giovane cristiano cubano David Espinosa, da parte sua, ha riassunto con forza lo spirito che attraversa queste testimonianze: parlare smette di essere un'opzione e diventa un dovere.

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Redazione di CiberCuba

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