Il Messico avrà un nuovo cancelliere, dopo la "dimissione" di Juan Ramón de la Fuente



Roberto VelascoFoto © Governo del Messico

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El Senato del Messico ha ratificato questo mercoledì Roberto Velasco Álvarez come nuovo cancelliere del paese, con 81 voti a favore e 30 contrari, dopo le dimissioni di Juan Ramón de la Fuente dalla Segreteria delle Relazioni Esterne (SRE).

Una nota dell'agenzia EFE ha confermato che De la Fuente ha presentato le sue dimissioni ufficialmente una settimana fa, a causa di "problemi cronici alla schiena che hanno richiesto due interventi chirurgici", sebbene il giornalista e analista Jesús Lemus Barajas abbia formulato un'ipotesi diversa: che la vera ragione fosse che gli Stati Uniti non lo consideravano più un interlocutore affidabile in materia di sicurezza.

"La partenza di Juan Ramón de la Fuente avviene perché il governo statunitense non lo considera un interlocutore affidabile poiché non conosce il tema della sicurezza (...) non è stato in grado di dire agli Stati Uniti come si stava combattendo, chi si stava seguendo, quali fossero gli obiettivi prioritari".

Velasco Álvarez, di 38 anni, diventa così il ministro degli esteri più giovane del Messico negli ultimi 91 anni, assumendo l'incarico in un momento di alta tensione diplomatica con Washington.

Analisti hanno definito la sua missione come quasi impossibile, data la complessa situazione bilaterale.

Nel suo discorso di insediamento di fronte all'assemblea del Senato, il nuovo Cancelliere ha sottolineato il principio di cooperazione senza subordinazione come asse portante della politica estera messicana, con un chiaro riferimento alle pressioni che il paese deve affrontare da parte del governo degli Stati Uniti.

Tra le sfide che il nuovo titolare della Segreteria di Stato degli Esteri eredita c'è la crisi umanitaria interna: organismi internazionali hanno documentato oltre 133.000 persone scomparse in Messico, una cifra che genera pressione sia in ambito domestico che nell'agenda diplomatica con Washington.

Nel panorama regionale, il Messico ha mantenuto una posizione attiva. Il cancelliere uscente aveva ribadito nella CELAC che avrebbero fornito tutto l'aiuto possibile ai paesi che ne avessero bisogno, in linea con la politica di solidarietà promossa dalla presidente Claudia Sheinbaum, che ha inoltre annunciato l'invio di oltre 2.000 tonnellate di aiuti umanitari a Cuba.

De la Fuente ha sottolineato quindi che questa posizione rispondeva alla relazione storica tra i due paesi e all'approccio del Messico in materia di cooperazione internazionale, evidenziando inoltre il suo impegno nei processi di decolonizzazione.

Il sostegno del Messico a Cuba ha suscitato opinioni contrastanti. Mentre il governo lo presenta come un gesto di solidarietà regionale, settori critici mettono in discussione il fatto che questo tipo di assistenza finisca per rafforzare l'apparato statale cubano senza risolvere i problemi strutturali che affliggono la popolazione.

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