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Il congresista cubanoamericano Carlos Giménez ha espresso gratitudine al segretario di Stato, Marco Rubio, e ha lanciato un messaggio forte contro il regime cubano, dichiarando che “deve essere aniquilato” e inviato “al cassonetto della storia”.
A seguito di un messaggio su social media X, il legislatore ha reagito alle recenti dichiarazioni di Rubio sulla situazione nell'isola, rafforzando il discorso intransigente che ha caratterizzato la politica di Washington verso L'Avana negli ultimi mesi.
"Il regime a Cuba deve essere obliterato e relegato nel cestino della storia. Grazie, segretario Marco Rubio", ha scritto Giménez in un comunicato che evidenzia il sostegno di settori del Congresso alle azioni dell'attuale amministrazione statunitense.
Le parole del congressista arrivano dopo che Rubio ha dichiarato su Fox News che il regime cubano affronta serie difficoltà e che l'amministrazione del presidente Donald Trump sta preparando novità nella sua politica verso l'isola a breve termine.
Il segretario di Stato ha insistito sul fatto che il sistema cubano è incapace di sostenere se stesso, mentre ha indicato direttamente la leadership al potere per la sua incapacità di risolvere la profonda crisi economica e sociale che attraversa il paese.
In dichiarazioni recenti, Rubio ha sottolineato che non è possibile migliorare l'economia cubana senza trasformare il sistema politico, ritenendo che il modello attuale non funzioni e sia privo di basi solide per attrarre investimenti o generare crescita.
Ha anche chiarito che Washington non ha motivi per cedere di fronte al regime, sottolineando che gli Stati Uniti non dipendono da Cuba, mentre l'isola ha bisogno urgente di cambiamenti per uscire dalla sua crisi strutturale.
Il contesto economico rafforza questo scenario. Proiezioni recenti indicano una contrazione del Prodotto Interno Lordo del 7,2% nel 2026, il che collocerebbe Cuba di fronte a uno dei suoi momenti peggiori dal Periodo Speciale, con scarsità, blackout e un deterioramento generalizzato delle condizioni di vita.
In parallelo, il regime ha cercato di promuovere alternative come un'apertura limitata all'investimento straniero, incluse proposte rivolte ai cubanoamericani e modelli ispirati a economie come quella cinese, iniziative che sono state respinte da Washington poiché considerate insufficienti senza un cambiamento politico sostanziale.
In questo scenario, figure come Carlos Giménez rafforzano dal Congresso l'appello ad accelerare la fine del regime cubano e a promuovere una transizione democratica, in sintonia con la strategia guidata da Rubio e dal presidente Trump.
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