Il imprenditore messicano Fredo Arias-King, presidente dell'Istituto CASLA e specialista nelle transizioni democratiche post-comuniste, ha elencato questo sabato, in un'intervista concessa a CiberCuba, i tre errori fondamentali da non commettere nell'Isola dopo la sua liberazione, basandosi sullo studio di 30 paesi che sono usciti dal blocco comunista euroasiatico tra il 1989 e il 1991.
Arias-King, autore del libro Transizioni L'esperienza dell'Europa dell'Est e consigliere dei leader dell'opposizione cubana, inclusa l'Assemblea della Resistenza Cubana, ha analizzato le lezioni che distinguono i successi —Estonia, Repubblica Ceca, Polonia— dai fallimenti —Russia, Nicaragua, Romania—.
La prima e principale lezione è ciò che in transitologia viene chiamato legge di ferro. "Più le élite del regime precedente partecipano alla nuova realtà dopo la liberazione, peggio va al paese. E non c'è un'unica eccezione", ha avvertito Arias-King.
In secondo luogo, ha menzionato di lasciare vuoto lo spazio a sinistra e di non riempire quel vuoto con un partito socialdemocratico anticomunista, per evitare che l'élite del regime cambi nome e sigle; si impossessi di quello spazio e riesca a infiltrarsi nel sistema.
E il terzo errore è evitare una democrazia presidenziale e optare per un sistema parlamentare. Come ha spiegato, nelle democrazie presidenziali basta corrompere una sola persona, la quale detiene il potere assicurato per una legislatura di quattro, cinque o sei anni. Mentre in un sistema parlamentare il primo ministro è consapevole che la sua stabilità dipende dal Parlamento.
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