Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato un'emergenza nazionale negli aeroporti del paese a causa del crescente caos provocato dalla chiusura parziale del governo federale, una crisi che ha lasciato migliaia di agenti di sicurezza senza stipendio e ha causato il collasso dei controlli nelle terminal aeree.
Il mandatario ha annunciato che firmerà un'ordinanza esecutiva per incaricare il Dipartimento della Sicurezza Nazionale (DHS) di “pagare immediatamente” agli agenti dell'Amministrazione per la Sicurezza dei Trasporti (TSA), un elemento chiave nei controlli aeroportuali.
“Poiché i democratici hanno creato imprudentemente una vera crisi nazionale, sto utilizzando i miei poteri legali per proteggere il nostro grande paese,” ha scritto Trump nella sua rete Truth Social.
"Pertanto, firmerò un'ordinanza... per pagare immediatamente i nostri agenti della TSA al fine di affrontare questa situazione di emergenza", ha aggiunto.
La decisione arriva dopo 41 giorni di chiusura parziale del governo, che ha colpito direttamente il finanziamento del DHS, lasciando circa 50.000 lavoratori della TSA senza stipendio dalla metà di febbraio.
Aeroporti al collasso e personale in fuga
La mancanza di pagamento ha provocato una crisi operativa senza precedenti negli aeroporti statunitensi. Immagini diffuse da media locali mostrano lunghe file di diverse ore ai controlli di sicurezza, nel pieno della stagione alta dei viaggi per le vacanze di primavera.
L'impatto si è riflesso anche sul personale: circa 500 agenti hanno rassegnato le dimissioni, mentre l'assenteismo continua ad aumentare a causa della mancanza di stipendi.
La TSA stessa ha avvertito che potrebbe essere costretta a chiudere piccoli aeroporti se la situazione dovesse protrarsi.
“Queste lunghe file e i migliaia di americani che hanno perso i loro voli sono stati causati unicamente dalla chiusura irresponsabile del Dipartimento della Sicurezza Nazionale (…) da parte dei democratici”, ha affermato il segretario della Sicurezza Nazionale, Markwayne Mullin.
El funzionario ha anche esortato il Congresso ad agire: “Smettete di giocare a giochi politici con la nostra sicurezza nazionale”.
Un'ordinanza esecutiva in un terreno incerto
Trump ha insistito nel voler utilizzare i suoi poteri di emergenza per garantire il pagamento immediato agli agenti, sebbene la misura sollevi dubbi legali, poiché la Costituzione conferisce al Congresso il potere di autorizzare la spesa pubblica.
“Non è qualcosa di facile da fare, ma lo farò!”, ha assicurato il presidente.
Desde la Casa Bianca, la portavoce Karoline Leavitt ha confermato che l'ordine esecutivo istruirà direttamente il DHS a pagare i lavoratori della TSA, mentre altri funzionari hanno indicato che si utilizzeranno fondi di una legislazione promossa da Trump per coprire quegli stipendi.
Rachel Cauley, direttrice delle comunicazioni dell'Ufficio di Amministrazione e Bilancio, ha difeso la decisione paragonandola a misure adottate in crisi precedenti.
Il presidente "ha determinato che i democratici del Congresso hanno creato una situazione di emergenza che non può essere permesso di continuare".
Scontro politico su immigrazione e sicurezza
Il retroterra della crisi è il blocco al Congresso riguardante il finanziamento del DHS, legato a disaccordi sulle politiche migratorie e sul funzionamento del Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane (ICE).
Mentre i democratici chiedono riforme nelle pratiche d'immigrazione - comprese restrizioni operative e maggiori controlli - i repubblicani accusano l'opposizione di mettere a rischio la sicurezza nazionale.
In mezzo al ristagno, l'amministrazione Trump ha deciso di rinforzare la presenza negli aeroporti con agenti dell'ICE, sebbene questi non dispongano della formazione necessaria per sostituire completamente i lavoratori della TSA.
Un sistema sotto pressione
La crisi si verifica in un momento di alta domanda di viaggi, con un volume di passeggeri superiore a quello dell'anno precedente, il che ha aggravato il collasso nei controlli di sicurezza.
Nonostante il DHS rimanga parzialmente senza finanziamenti, alcune agenzie come l'ICE continuano a operare normalmente grazie a fondi precedentemente approvati, il che ha suscitato critiche e interrogativi sulla gestione del bilancio.
Senza progressi nelle negoziazioni al Congresso, la situazione negli aeroporti continua a deteriorarsi, mentre la Casa Bianca cerca di contenere l'impatto attraverso misure d'emergenza che, per ora, generano più interrogativi che soluzioni definitive.
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