Cuba blocca l'approvvigionamento di carburante all'ambasciata statunitense, secondo The Washington Post

Ambasciata degli Stati Uniti a CubaFoto © CiberCuba

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Il governo cubano ha respinto una richiesta dell'ambasciata degli Stati Uniti a L'Avana per importare combustibile destinato ai suoi generatori, in mezzo alla grave crisi energetica che sta attraversando l'isola.

Secondo i documenti diplomatici esaminati da The Washington Post, il rifiuto potrebbe costringere la sede diplomatica a ordinare l'uscita di parte del suo personale non essenziale a maggio, o anche prima.

L'ambasciata, situata sul Malecón habanero, ha fatto affidamento su generatori durante i frequenti blackout degli ultimi 18 mesi.

Secondo le informazioni, la missione ha richiesto il permesso di importare dagli Stati Uniti due container di carburante.

Il rapporto indica che, in un primo momento, il Ministero degli Affari Esteri di Cuba ha definito il piano "audace", ma non ha chiarito se avrebbe impedito l'invio.

Tuttavia, quando il carico arrivò martedì al porto del Mariel, il ministero degli Esteri informò l'ambasciata che la richiesta era stata respinta.

In una nota diplomatica citata da The Washington Post, il Ministero cubano ha sostenuto che la politica di Washington mira a causare “il maggior danno possibile all'economia cubana, al benessere del popolo e al suo livello di vita”.

Inoltre, ha definito "sfrontata" la pretesa della missione statunitense di accedere a una risorsa che, secondo La Habana, viene negata alla popolazione cubana.

La fonte aggiunge che, a causa della mancanza di carburante, i dipendenti dell'ambasciata sono stati concentrati in alloggi condivisi per risparmiare risorse e che un numero crescente di personale lavora in remoto.

Report precedenti indicavano che la missione operava con metà della sua forza lavoro e limitava l'uso dei generatori in alcune abitazioni a solo quattro ore al giorno.

Sono state distribuite anche batterie, pannelli solari e telefoni satellitari per sostenere le operazioni di base.

The Washington Post segnala inoltre che la crisi non colpisce solo la rappresentanza americana.

Altre ambasciate a L'Avana affrontano anche problemi per ottenere carburante e alcune hanno ridotto orari, operazioni o hanno ricorso al lavoro a distanza.

L'episodio si verifica in un momento di forte deterioramento energetico a Cuba, con blackout prolungati, interruzioni nei servizi essenziali e una situazione che, secondo quanto riportato, ha aggravato le tensioni tra Washington e L'Avana.

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