Il Comando Sud degli Stati Uniti (SOUTHCOM) ha comunicato il 19 marzo riguardo a un nuovo attacco letale contro un'imbarcazione legata al narcotraffico nel Pacifico orientale, nell'ambito dell'operazione militare Southern Spear.
Secondo il comunicato ufficiale, l'azione è stata eseguita dalla Forza di Trasmissione Congiunta Southern Spear per ordine del capo del Comando Sud, generale Francis L. Donovan, dopo aver confermato tramite informazioni di intelligence che l'imbarcazione operava in rotte conosciute di traffico di droga.
La nave, descritta come un'imbarcazione a basso profilo —frequentemente utilizzata per eludere i radar—, è stata identificata come parte di operazioni di narcotraffico associate a organizzazioni considerate terroristiche dagli Stati Uniti.
L'attacco ha lasciato sopravvissuti tre degli occupanti, i quali sono stati successivamente bersaglio di un'operazione di ricerca e salvataggio coordinata con la Guardia Costiera americana.
Le autorità hanno confermato che non ci sono state perdite tra le forze militari degli Stati Uniti.
Questa azione si colloca nel contesto dell'inasprimento delle operazioni statunitensi contro il narcotraffico nella regione, in particolare nei corridoi marittimi utilizzati per il trasporto di droghe dall'America del Sud.
Sin dall'inizio di queste operazioni ampliate sotto l'attuale amministrazione nel 2025, non esiste un bilancio pubblico ufficiale consolidato sul numero totale di attacchi eseguiti né sul numero esatto di decessi.
Tuttavia, rapporti parziali indicano un incremento sostenuto delle azioni militari, inclusi intercettazioni, sequestri e attacchi selettivi contro imbarcazioni considerate obiettivi illeciti che avrebbero causato più di un centinaio di morti.
La strategia mira a indebolire le reti di finanziamento del crimine organizzato e le strutture legate a regimi alleati nella regione, attraverso l'uso combinato di intelligence, capacità militari e cooperazione interagenziale.
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